Il valore della condivisione

La tecnologia dev’essere utile, facilitare e migliorare la vita delle persone. Una delle parole d’ordine nel mondo digitale è condivisione, “sharing”. Al giorno d’oggi tutto sembra poter essere condiviso attraverso le app e i siti Internet, dalle foto dei piatti che stiamo per mangiare ai video di quello che ci colpisce, ma anche i nostri sentimenti e i successi dei nostri figli che comunichiamo ad amici e parenti tramite i vari social network.

Ma è soprattutto la condivisione illimitata delle informazioni permessa dal Web che sta avendo il più grande impatto sui modi di imparare, lavorare e pensare di tutti noi.

Si pensi a Wikipedia, l’enciclopedia libera e gratuita, i cui contenuti sono stati scritti da più di 30 milioni di editori registrati e da un numero incalcolabile di contributori anonimi. Un’enorme condivisione del sapere umano che ha creato la più grande enciclopedia della storia, con 2,6 milioni di voci accessibili gratuitamente in più di 10 lingue.

Oppure si pensi a Youtube, piattaforma per la condivisione di video-contenuti, su cui chiunque può pubblicare un video educativo o cercare istruzioni multimediali per riuscire al meglio nei propri progetti: dalla riparazione di un pc alla costruzione di una bicicletta in bamboo.

Una logica ma visionaria estensione di quest’opportunità offerta dalla Rete sono i MOOC (Massive Open Online Course): corsi universitari gratuiti messi a disposizione di un numero illimitato di studenti dalle più prestigiose università del mondo attraverso il Web.

Si può anche viaggiare condividendo: prendere una macchina in libero servizio, per spostarsi liberamente nelle grandi città, riducendo l’impatto ambientale dei propri spostamenti; affittare per qualche giorno una shared-house per visitare nuovi luoghi senza pagare le spese di alloggio; offrire anche solo il proprio divano. C’è chi ha girato la Cina e l’Iran spostandosi da un divano all’altro. Per gli Iraniani, che trovano difficile uscire dal proprio Paese, è questo un modo per entrare in contatto con altre persone e culture. Si può persino condividere la propria cucina con uno chef che preparerà una cena solo per noi, facendoci sentire al centro di un evento speciale.

Con la diffusione delle auto elettriche si potrà presto condividere persino la carica delle loro batterie al fine di smussare i picchi di consumo. Tutti i loro possessori contribuiranno così a ridurre la necessità di accendere le centrali a combustibili fossili, che sono ad oggi l’unico modo di sovvenire ai bisogni puntuali della rete elettrica.
Non stiamo solo parlando dell’automazione della condivisione di certe risorse per risparmiare qualche prezioso euro, soprattutto nei periodi di crisi, ma di una volontà sempre più diffusa di condividere beni e conoscenze, che è indice di una fondamentale fiducia nel prossimo e che è mossa da un desiderio di migliorare il mondo e di non farlo da soli. Sono questi gli stimoli che spingono le persone a trasformare il “freddo computer” o l’“odiato telefonino” in altrettanti strumenti utili a soddisfare le proprie esigenze e a realizzare i propri desideri.

Simon Chalier Written by: