Città del futuro: il cittadino al centro

La città che vorrei è una città che si fornisse di una “piattaforma digitale metropolitana”.

Questa raccoglierebbe le informazioni prodotte dai sensori, dalle telecamere, dai cittadini (attraverso i dispositivi mobili di cui dispongono) per condividerle in tempo reale.

Come ogni sistema web contemporaneo degno di nota, questa piattaforma permetterebbe alle persone e alle aziende di legarsi a essa e costruire ulteriori applicazioni.

Oggi possiamo raccogliere enormi quantità d’informazioni molto facilmente, usando sensori e contributi volontari di cittadini, turisti, aziende, organizzazioni e istituzioni. Questo ci permette di condividere senza barriere idee, bisogni e soluzioni. La realizzazione di una piattaforma simile rappresenterebbe quindi una vera vittoria per l’evoluzione verso la Smart City e la Sharing Economy.

Mi piacerebbe poi che un gruppo di cittadini potesse costruire un’app per dialogare con la pubblica amministrazione, l’università e i centri di ricerca, con l’obiettivo di creare un circolo virtuoso che generi idee e lavoro per i giovani che, com’è noto, sono i migliori utilizzatori di tecnologia e potenzialmente i migliori promotori dello sviluppo tecnologico.

Tramite smartphone e tablet equipaggiati con Nfc, Rfid, etc. schermi urbani, e visori 3D potremmo arrivare a vivere una realtà aumentata della città in cui viviamo, condividere mappe informatizzate dei quartieri per avvertire dei pericoli alluvioni o indicare in tempo reale i livelli di polveri sottili nell’aria.

Scoprire perché si formano ingorghi, come si riempiono le aree di sosta, i movimenti delle autovetture che cercano parcheggio, come liberare le strade che conducono verso gli ospedali cittadini o monitorare i dati sulla criminalità sono tutte informazioni utili alla pubblica amministrazione per migliorare la vita degli abitanti che si potrebbero derivare dall’applicazione di database Dbms non relazionali in grado di gestire dati non strutturati.

Nella città che vorrei ogni cittadino avrebbe un personale bracciale LCD con ampio schermo curvo da usare anche per l’identificazione personale, in modo da risolvere per esempio i problemi di sicurezza per i pagamenti.

Conoscere le aziende che lavorano nella città, di cosa hanno bisogno e come soddisfare i loro bisogni, aiutarle nella prototipazione rapida dei prodotti potrebbe inoltre creare occupazione anche nel settore dei servizi. Immagino ad esempio dei robot per aiutare i bambini autistici.

Una piattaforma digitale metropolitana permetterebbe anche di partecipare a discussioni sui grandi temi della città, per esempio dove inserire una nuova pista ciclabile, come finanziare la ristrutturazione di un teatro, come digitalizzare e rendere accessibile on-line la biblioteca civica.

La tecnologia sarebbe il focus di un tale progetto, infrastrutture tecnologiche, 3D printing, Cloud, Bigdata, IoT e nanotecnologie sarebbero invece strumenti messi a disposizione di tutti con l’obiettivo di migliorare la vita dei cittadini e ridurre i divari all’interno del tessuto urbano.

Giorgio Sancandi Written by: