Il coding nelle scuole

Quest’anno il mio bimbo più grande ha iniziato la scuola primaria, ed io emozionata più di lui e con lui, ho iniziato questa nuova grande avventura.

Ho trovato una scuola molto diversa da quella che ricordavo, che sta evolvendo nei metodi e negli strumenti. Dai CD allegati ai libri di testo, alla LIM (lavagna interattiva multimediale), fino all’istruzione integrata su tablet (attraverso la piattaforma Snappet): piccoli ma importantissimi passi verso l’innovazione. Gli studenti di oggi, prima ancora di arrivare sui banchi, hanno avuto modo di interagire con la tecnologia sin dalla più tenera età, e questo ha cambiato il loro modo di raccogliere informazioni, comunicare e, in definitiva pensare. Una recente ricerca condotta da AVG ha recentemente dimostrato che oltre il 50% dei bambini tra i 2 e i 5 anni di età sa già come usare un gioco per tablet di livello base, quindi la scuola deve saper cogliere queste potenzialità dei bambini e deve educare, formare e fornire i mezzi per confrontarsi con una realtà complessa e competitiva.

Preparare gli studenti ad affrontare il mondo, offrire loro competenze e metodi adeguati sono oggi fattori imprescindibili di questa nuova rivoluzione copernicana che in molte scuole è già in atto.

Oggi la vera sfida è quella di fornire strumenti innovativi, in grado di trasformare gli studenti da fruitori passivi di tecnologia (consumer), a protagonisti attivi del processo di creazione dei contenuti (creative maker).

Tutti i bambini sentono la curiosità di smontare una macchinina o una bambola per vedere come sono fatti, costruire una gru o una casa con i mattoncini, ma provano anche la curiosità di scoprire quali sono i comandi logici e matematici che fanno funzionare il videogioco preferito o le app che si trovano sul telefono della mamma. Sono consapevoli del fatto che quella app non funzionano per magia ma perché qualcuno ha “incastrato per bene tutti i pezzi” nell’ordine giusto per quella specifica applicazione.

Il coding e l’introduzione al pensiero computazionale fin dalla scuola primaria sono due pilastri imprescindibili per insegnare a pensare in maniera algoritmica, cioè trovare una soluzione e svilupparla attraverso piccoli passi intermedi che compongono un unicum logico. Dall’insieme di queste riflessioni è nata la voglia di sperimentare il coding con gli studenti: mettere la mia passione per la tecnologia e l’innovazione al servizio dei più piccoli, prendendo così parte allo sviluppo delle nuove generazioni.

E così, grazie al supporto di NTT DATA, che crede fermamente in questa iniziativa e ha sostenuto me e un gruppo di colleghi appassionati di coding nella sua realizzazione, mi sono ritrovata in classe, con 24 bambini tra i 6 e 7 anni e i loro insegnanti, pronti a fare una lezione non tradizionale di coding.

Abbiamo fatto vedere ai bambini il programma Scratch, sviluppato dal M.I.T. appositamente per avvicinare i più giovani ai concetti fondamentali della programmazione, e abbiamo mostrato loro le istruzioni comprese dal programma che sono rappresentate semplicemente da blocchi colorati che si incastrano tra loro come i pezzi di un puzzle, per renderne intuitiva la composizione.
L’effetto di ogni blocco è immediatamente visibile, in modo che si possa procedere a tentativi e imparare dai propri errori. Con questo sistema è possibile creare videogiochi, raccontare storie animate, trovare nuove forme per rappresentare idee e concetti e perfino esprimere le proprie emozioni.

È bastato pochissimo tempo e i bambini hanno compreso al volo le nozioni necessarie per dare le prime istruzioni: è stato emozionante vedere la soddisfazione sui loro volti mentre si spingevano nell’attività di programmazione e riuscivano a cambiare il colore di un gattino oppure a far rimbalzare la palla o far ballare una figura al ritmo di musica.

Per capire meglio quello che l’esperienza ha rappresentato per loro, ecco alcuni pensieri riportati nei disegni che mi hanno regalato come ricordo dell’esperienza : “oggi è stato un giorno fantastico; mi è piaciuto lavorare con Scratch”; “splendido”; “…è stato bello fare il coding” ; “…mi è piaciuto riuscire a far ballare Cassie…”.

Ed io? Lo rifarei tante altre volte in tante altre classi perché non c’è nulla di più bello di vedere negli occhi dei bambini la soddisfazione di creare qualcosa di nuovo. La nostra idea sta diventando virale e noi siamo già pronti a partire con nuove classi e nuovi alunni. Ringrazio NTT DATA che mi ha dato la possibilità di vivere questa meravigliosa esperienza umana e professionale.

Daniela Mazzarone Written by: