Solidarietà, tecnologia e il Senegal nel cuore

La prima volta che metti piede in Africa non la scordi più! Lego questo ricordo personale al maggio 2006 quando, colpita e affascinata da un progetto di cooperazione internazionale, sono partita per Dakar in Senegal con l’associazione Un Altro Mondo Onlus. Appena scesa dall’aereo, sono stata catapultata in una dimensione parallela: un insieme di odori, colori e sensazioni difficili da descrivere e da scomporre, che ancora oggi porto nel mio cuore.

Il Senegal è un paese di grosse contraddizioni, dove il divario fra le classi abbienti e il resto della popolazione è abissale. Le auto in circolazione lì non esistono in Europa e se ci fossero sembrerebbero troppo a pezzi perfino per uno sfasciacarrozze. L’energia è un lusso e anche nella capitale si verificano quotidianamente blackout di diverse ore. Non è scontato riuscire a telefonare, fare la spesa, inviare una mail o svolgere altre attività che hanno a che fare, seppur marginalmente, con la tecnologia.

Sono tornata in Senegal varie volte e nel 2008 sono diventata parte attiva nella realizzazione e nella gestione di alcuni progetti tra cui quello della Garderie “Un Autre Monde”, un asilo aperto nel centro di Dakar per avviare alla scolarizzazione 20 bambini provenienti da una baraccopoli. Nel corso degli anni il progetto si è evoluto e ampliato e ad oggi scolarizza 100 bambini (di diverse estrazioni sociali) suddivisi fra asilo e scuole elementari.

Se nelle fasi di start-up la presenza di volontari italiani è stata fondamentale per coordinare le attività e formare gli operatori, uno degli obiettivi che fin da subito ci siamo posti è stato quello di fare in modo che il progetto potesse vivere di vita propria, una volta avviato.
Per riuscire nel nostro intento era perciò necessario trasferire le nostre competenze agli addetti locali e abbiamo pensato che per sostenere efficientemente le persone nel loro percorso di autonomizzazione la tecnologia potesse essere un elemento facilitatore molto importante.
Diventava quindi fondamentale dotarsi di buona tecnologia per raggiungere il nostro scopo. Abbiamo allora lavorato su due fronti, migliorando l’infrastruttura esistente – povera per la verità – e fornendo le competenze informatiche allo staff locale. Per risolvere il problema dei black-out energetici abbiamo pensato al supporto dell’energia eolica e abbiamo installato nella struttura pannelli solari che garantiscono l’indipendenza dalla poco affidabile rete elettrica.

Il passo successivo è stato sottoscrivere un abbonamento Internet flat in modo che le persone non fossero costrette a recarsi in un Internet point per poter consultare la mail o effettuare una chiamata internazionale. Le condizioni di lavoro sono ulteriormente migliorate con la sostituzione dei vecchi pc fissi di recupero con pc portatili più moderni, che abbiamo potuto acquistare grazie alla generosità di alcuni sponsor.

In parallelo si è investito sulla formazione informatica dello staff erogando corsi a vari livelli dall’informatica di base fino ad arrivare a programmi di gestione del bilancio. Se le potenzialità di Skype per favorire la comunicazione sono apparse chiare fin da subito a tutti, convincere il direttore a utilizzare pacchetti informatici per la gestione del bilancio non è stato invece cosi immediato. C’era da aspettarsi che in un paese tecnologicamente arretrato, con una penetrazione di Internet risibile, gli investimenti in tecnologia avrebbero lasciato molti perplessi e che la loro diffusione avrebbe incontrato qualche difficoltà, ma non ci siamo arresi.

Abbiamo lavorato affinché questa novità fosse accettata, dopodiché il passo verso l’utilizzo di strumenti di condivisione dei file è stato breve. Facilitando la comunicazione e la condivisione delle informazioni è stato possibile dare allo staff senegalese tutto il supporto di cui aveva bisogno così come garantire una risposta immediata, anche da remoto, in caso di dubbi o difficoltà.

Le moderne tecnologie di telecomunicazione e i social media hanno semplificato gli scambi di dati e informazioni tra l’Italia e il Sengal favorendo e velocizzando anche le attività di raccolta fondi in Italia. Disporre di informazioni in tempo reale e poter partecipare virtualmente alla vita dell’asilo in occasioni speciali come la festa di fine anno, hanno reso i sostenitori partecipi delle iniziative legate alle loro donazioni.

Donatori più soddisfatti e puntuali contribuiscono sempre più a sostenere il nostro progetto.

La condivisione delle informazioni e delle competenze associata a una formazione costante hanno fatto sì che questo progetto si sia evoluto costantemente nel corso degli anni. Agli insegnati di lingua sono stati affiancati quelli d’informatica e i bambini si sono avvicinati all’utilizzo della tecnologia in modo semplice e spontaneo. Oggi è loro garantita una formazione educativa accurata e di ottimo livello.

Il nostro impegno per la costruzione di una scuola fondata su nuovi paradigmi e inserita in un contesto come quello del Senegal, ha rappresentato fin dalla nascita un esempio straordinario d’innovazione in campo tecnologico e sociale.

I risultati raggiunti sono talmente sfidanti che non è raro ricevere la visita di autorità interessate a vedere dal vivo quello che ormai è diventato un modello nel panorama dell’istruzione in Senegal.

La tecnologia può essere un potente strumento per il cambiamento e la nostra scuola in Senegal ne è un felicissimo esempio!

Ginevra Barroero Written by: