L’intelligenza artificiale cambierà il nostro futuro?

È recente la notizia che per la terza volta l’ Intelligenza Artificiale ha superato il Test di Turing, reso famoso dal film “The imitation game”. Il test di Turing riguarda il tema dell’intelligenza delle macchine, cioè la loro capacità di convincere dei giudici che stiano conversando con umano e non con una macchina.

Oggi sappiamo che il valore pratico del test di Turing, quanto all’intelligenza delle macchine, è quasi nullo. La sua importanza risiede piuttosto nel tipo di riflessioni che ha provocato sul concetto di intelligenza. Infatti, è molto difficile individuare un criterio che consenta di distinguere l’intelligenza umana da una sua imitazione artificiale. L’ Intelligenza umana è versatile, si modifica con la comunicazione e più in generale attraverso l’’interazione degli esseri umani con l’ambiente; è un prodotto dell’evoluzione prima biologica e poi culturale. L’intelligenza delle macchine, qualunque ne sia il significato, è, almeno per il momento, finalizzata a compiti particolari e in genere comunica con l’ambiente circostante soltanto attraverso un programma. Non si estende nell’ambiente circostante e non possiede capacità di evoluzione.

Secondo alcuni ricercatori, il futuro dell’ Intelligenza Artificiale ci riserverebbe però molte sorprese, soprattutto in quel che concerne gli sviluppi e le applicazioni alla tecnologia e alla realtà che ci circondano. C’è chi parla di applicazioni intelligenti in campo medico, nel riconoscimento del linguaggio, all’interno delle automobili, nella creazione di abitazioni sempre più smart e di app intelligenti per i dispositivi mobili.

La medicina del futuro sta arrivando e a dettarne i tempi sono i big della silicon valley che stanno facendo pesanti investimenti nella sanità per accaparrarsi fette sempre più ampie di un mercato globale che vale parecchi miliardi di euro. Sono allo studio app capaci di monitorare alcune malattie neurologiche e di richiedere l’intervento medico per prevenire situazioni di emergenza attraverso azioni sullo smartphone da parte del paziente, strumenti intelligenti come ad esempio lenti a contatto per il monitoraggio dei parametri vitali oppure cucchiai e forchette che permettono ai malati parkinson di potersi alimentare in modo autonomo e sistemi di controllo delle somministrazioni medicinali per evitare errori in corsia.

Facebook si sta muovendo in ottica di deep-learning, un’ Intelligenza Artificiale in grado di comprendere tutto quello che l’utente scrive e digita all’interno dei social network e utile anche nella prevenzione dei crimini.

Anche Google sta avanzando nella medesima direzione: ha in cantiere sviluppi dell’ Intelligenza Artificiale applicata ai dispositivi mobili, con particolare interesse per gli smartphone. La collaborazione tra Google e Movidius, azienda esperta nella cosiddetta machine view, ha portato al recente annuncio della piattaforma Tango, che Google sta utilizzando sui suoi tablet sperimentali per renderli più coscienti dell’ambiente che li circonda: basta inquadrare il modello di un dinosauro o di un aereo per accedere in tempo reale alla miriade d’informazioni associate.

Sempre Google ha reso open source il suo modello di analisi per il linguaggio che si chiama SyntaxNet. Il sistema aiuta i computer a capire come le diverse parti di una frase siano in relazione tra loro ed è basato su reti neurali. Le stesse reti che pochi mesi fa hanno permesso a Google di sconfiggere uno dei migliori giocatori di Go nel mondo.

Innumerevoli potrebbero anche essere gli sviluppi dell’ Intelligenza Artificiale applicati agli smartphone.

Una funzione predittiva potrebbe anticipare i bisogni degli utenti. Per esempio, avendo accesso al calendario interno, il dispositivo stesso potrebbe suggerire pubblicità interessanti per un aperitivo in determinate fasce orarie non lavorative. Inoltre potrebbe suggerirci vie alternative per evitare strade particolarmente affollate in base alla nostra geo-localizzazione. Con un uso prolungato potrebbe arrivare a capire i nostri gusti e a proporci acquisti di musica e viaggi. Questo genere di processo porterà l’ Intelligenza Artificiale a essere un importante elemento di differenziazione e personalizzazione dei dispositivi mobili.

L’ Intelligenza Artificiale abbinata alle tecnologie emergenti, come ad esempio la robotica (sono già disponibili prototipi di robot umanoidi “domestici” e nanodroni per impiego militare e medico) è sempre più un elemento differenziante e un vantaggio competitivo. Forse non è tanto importante stabilire se le macchine siano propriamente in grado di pensare, quanto invece lo è la riflessione dei creatori destinata ad assicurarsi che tale sviluppo sia etico e sostenibile.

Massimo Feroldi Written by: