L’ innovazione e la seconda legge della termodinamica

Sono concentrata su un foglio di calcolo. Suona il cellulare. Faccio uno scatto per rispondere e la mia tazza preferita con le fragole e il logo di Wimbledon cade e va in mille pezzi.

Guardo la mia tazza, o meglio quel che resta di lei, sulla moquette grigia dell’ufficio. Perché la tazza cade, si rompe e i cocci si sparpagliano e non accade mai il contrario? Se avessi ripreso la scena, potrei rivederla “a rovescio”: pezzettini di ceramica che si uniscono, formando la tazza che spicca un salto verso la scrivania… ma sappiamo tutti per esperienza che non può succedere nella realtà!

Incuriosita cerco il perché. Basta un attimo su Google. Scopro così il secondo principio della termodinamica, che descrive come in un sistema l’entropia tenda sempre a crescere.

È in questi momenti, quando mi si schiudono sullo schermo infinite finestre sulla conoscenza che capisco quanto siano lontani i tempi delle mie ricerche scolastiche dove andavo in biblioteca, poi in libreria, scrivevo con le penne, ritagliavo e incollavo figure.

Ma torniamo all’aumento dell’entropia e quindi del disordine: nel tempo la tazza passa da uno stato di ordine (quando è intera) a uno di disordine (in frantumi). Perché il disordine aumenta nella stessa direzione del tempo? Semplificando possiamo dire ciò è legato al fatto che gli stati di disordine sono più numerosi degli stati di ordine: un puzzle ha un solo stato in cui è composto e un grandissimo numero di possibilità di essere in disordine. È questa la ragione per qui il tempo scorre in un’unica direzione.

La mia scrivania è un perfetto esempio della tendenza al disordine. E in questo paradiso del caos si staglia il mio computer che oggi è anche la mia memoria. Un dubbio mi assale: un PC, che francesi e spagnoli chiamano “ordinatore”, come può opporsi al disordine ?

“La memoria di un computer è un dispositivo contenente elementi che possono esistere casualmente in uno di due stati diversi. Quando si registra un’informazione, questi suoi elementi sono fissati nell’uno o nell’altro stato. La memoria passa così da uno stato disordinato a uno stato ordinato. Per questo passaggio è però necessario usare energia, che viene dissipata sotto forma di calore. Calore che contribuisce ad aumentare il disordine nell’universo in quantità maggiore rispetto all’aumento dell’ordine nella memoria stessa” spiega Stephen Hawking.

Ogni giorno i nostri computer fanno accrescere il disordine dell’universo ma, grazie a loro e alla nostra mente, noi creiamo soluzioni che cercano di mettere ordine. Questa nostra attività ordinatrice a sua volta necessita energia e genera calore che accresce il disordine globale.

Ogni giorno nel nostro lavoro produciamo innovazione e, secondo me, essa non può che sottostare a sua volta alla seconda legge della termodinamica.

L’ innovazione ha una sua direzione, come il tempo.

Nel processo d’innovazione non si torna indietro. L’innovazione può solo andare avanti, progredire, superare e andare oltre.

Stiamo aumentando il disordine del sistema? Probabilmente sì, ma il maggior disordine richiederà maggiore innovazione.

Il processo d’innovazione tecnologica è inevitabile e non lo si può arrestare per la stessa ragione per cui non possiamo tornare indietro nel tempo, lo dice la seconda legge della termodinamica.

Sara Bianchi Written by: