Reti di reti

Le reti informatiche sono parte integrante del nostro lavoro e della nostra vita: ci colleghiamo a server, inviamo email, foto, messaggi istantanei, senza preoccuparci molto di quale “strada“ prendano i nostri dati e come giungano e destinazione.

Ci sono però eventi che spazzano via questa quotidianità, e i terremoti che hanno colpito l’Italia centrale sono tra questi.
Il dolore e la distruzione sono ancora vividi nella nostra memoria, così come gli enormi sforzi fatti dai volontari per soccorrere il gran numero di persone intrappolate sotto le macere e portare loro aiuto e conforto.

I primi istanti dopo una catastrofe sono preziosi per il recupero delle infrastrutture, l’assistenza agli sfollati e il ripristino delle comunicazioni. Così, quando ho saputo che un caro amico era stato coinvolto per l’installazione di reti wifi con collegamento satellitare, mi sono incuriosito e l’ho contattato per farmi raccontare in prima persona la sua esperienza.

Luca, questo è il suo nome, è una persona con cui ho condiviso aspetti della vita lavorativa e non solo. Conosco la sua bravura di tecnico, la sua esperienza nell’analisi di reti, e la sua sensibilità nei confronti delle problematiche sociali.

Luca è stato contattato da una ONG irlandese che fornisce supporto per il ripristino delle reti di telecomunicazione appoggiandosi a collegamenti satellitari in scenari di calamità naturali oppure in luoghi di sosta temporanea come possono essere i campi profughi.

Così, il 28 agosto Luca è partito per riconnettere le zone colpite dal terremoto, là dove ancora non era possibile ripristinare la normale connettività. Il racconto di quello che è successo è molto intenso, perché è impossibile prepararsi davvero ad affrontare una situazione del genere. Arrivare sul posto è difficoltoso e una volta arrivati le difficoltà non fanno che aumentare: si pensi alla necessità di spostarsi su uno scenario di distruzione, reperire il materiale da utilizzare, compreso quello spedito per corriere, e trovare i giusti riferimenti.

In casi come questi, azioni che ci sembrano semplice routine nel nostro quotidiano, diventano problemi insormontabili. Ricaricare un cellulare ad esempio, molte persone hanno uno smartphone a disposizione, ma il caricabatterie è sepolto sotto le macerie.

Nonostante le difficoltà sul campo, il gruppo dei volontari è riuscito in soli quattro giorni a installare antenne, ripetitori, gruppi elettrogeni e ridare alle vittime del terremoto la possibilità di fare chiamate e connettersi a Internet per rassicurare i propri cari e ricevere finalmente notizie dal mondo.

È stata proprio la capacità delle persone coinvolte di far “rete” che ha reso possibile questo successo.

Spesso, infatti, nel racconto di Luca emerge con forza l’efficace collaborazione con i vigili del fuoco, i volontari dei campi, Don Fabio, parroco di Cittareale, e degli esperti del genio militare. In molti casi è solo grazie al lavoro congiunto di tutte queste persone che si è riusciti a superare gli ostacoli, la fatica e la disperazione, che pesavano su tutti.

L’esperienza di Luca mi fa pensare che sarebbe forse necessario affiancare ai primissimi interventi della Protezione Civile delle “task force” incaricate di ripristinare le reti digitali. Questo metterebbe a disposizione dei soccorritori strumenti di comunicazione che facilitino e accelerino gli interventi salvavita. Le stesse reti darebbero ai sopravvissuti un collegamento con il mondo che possa essere di conforto, nonché un modo per restare informati su ciò che avviene attorno, di modo che gli sfollati non siano più gli ultimi a ricevere le informazioni.

Questa storia invita anche a riflettere sull’impatto che le reti-dati hanno sulla nostra vita quotidiana e sull’importanza ch’esse rivestono in momenti eccezionali come può esserlo un terremoto. Queste reti, oggigiorno così essenziali, devono essere sempre affiancate da altri tipi di connessioni, quelle che formano le relazioni umane, fatte di empatia e condivisione di obiettivi comuni. Dopotutto, sono queste ultime che mantengono e danno ragion d’essere alle moderne reti di telecomunicazione.

Sandro Bernardini Written by: