Tasuki e spirito di squadra

Quella dei runner è una grande comunità: le persone più diverse per abitudini, lavoro e fascia sociale calzano le scarpe e vanno ad allenarsi la mattina presto, in pausa pranzo o, a volte, persino dopo cena.

La corsa è un fattore unificante, non importa quanto tu vada veloce, un chilometro è un chilometro e la fatica è uguale per tutti. Quando due runner o più runner si incontrano, magari mentre percorrono una faticosa salita, scatta immediatamente il senso di appartenenza a un gruppo.
Quindi, quando qualche mese fa mi è balzata allo sguardo la pubblicità della Ekirun – corsa il cui format è nato in Giappone – ho pensato che sarebbe stato bello condividerla con i colleghi runner.

Gli aspetti più interessanti della Ekirun sono la coreografia e lo spirito di squadra. La corsa si svolge sulla stessa distanza della maratona (42 km 195 m), ma il percorso è frazionato e coperto da squadre con sei componenti. Ciascun corridore si trova a percorrere una tratta di cinque o sette o dieci chilometri e quando due runner si danno il cambio si passano una fascia tradizionale giapponese che si chiama tasuki. Sei persone che corrono dando vita a un meccanismo che è la metafora perfetta del lavoro di squadra.

Dopo le adesioni convinte dei primi tre colleghi, mettere insieme la squadra si è rivelato però meno semplice del previsto: qualcuno aveva altre gare in programma, altri dopo l’estate non si sentivano adeguatamente allenati, chi proprio quella domenica aveva impegni già presi. È scattato quindi un serrato scambio di messaggi per sondare la disponibilità dei colleghi e siamo riusciti a trovare il quinto componente del gruppo. Mancava però ancora il sesto ed ultimo concorrente.

Giunti in prossimità della gara, un po’ a malincuore siamo stati costretti a coinvolgere un’amica non collega di NTTDATA e ci siamo iscritti nella categoria “Open” anziché in quella riservata alle aziende. Poi, in aggiunta a questa piccola disavventura c’è stata una defezione di un partecipante all’ultimo momento, che però e stato generosamente sostituito da un collega che ha coperto la frazione mancante e quella che aveva già preventivato, correndo quindi per ben diciassette chilometri prima di passare il tasuki.

Il resto della storia è una grande festa fatta di tamburi giapponesi tradizionali suonati prima della partenza, i passi dei runner sulla pista dell’Arena e sui viali del Parco Sempione, il tifo a bordo pista da parte di chi non correva in quel momento, i cambi con il passaggio del tasuki e poi sì anche la fatica e il sudore e la gioia dell’arrivo.

La nostra squadra dal nome buffo “E… CHI RUN? MI !” ha compiuto l’impresa in 3 ore, 24 minuti e 31 secondi; classificandosi in trentottesima posizione su cento cinquantadue squadre nella categoria non competitiva, nel primo quarto della classifica.

Siamo stati bravi sia nell’impresa sportiva che nella capacità di risolvere rapidamente i problemi che ci si sono presentati. Sì, ce lo diciamo tra noi e, senza troppa modestia, abbiamo superato le difficoltà perché animati dalla voglia di partecipare insieme e oggi aspettiamo con ansia il 2017 per ripetere l’esperienza, magari con più squadre NTT DATA.

Ginevra Barroero Written by: