Quando la vita ti riserva la sorpresa di lavorare nel futuro

All’inizio non avevo proprio idea di cosa stavo per affrontare, e forse non era nemmeno quello che pensavo di fare dopo la laurea. Immaginavo una cattedra e degli alunni, degli adolescenti che sarebbero poi diventati la mia eredità per il futuro, però era difficile intraprendere quella strada rimanendo nella mia terra.

Ero piena di entusiasmo e non volevo aspettare, così ho deciso di mettermi alla prova e dare una svolta con un primo lavoro, nell’attesa del ruolo che tanto desideravo. È così che sono entrata a far parte di un’azienda informatica, pur non avendo io una vocazione “tech”. Ma tecnologia e innovazione stavano rivoluzionando la mia vita e quella di tutti noi, eravamo su un treno in corsa e anche io ero a bordo.

Del mio primo giorno di lavoro, in un ufficio di pochissimi metri quadri, ho ancora un vivido ricordo. Mi ha marcato in particolare l’allegria e l’energia dei ragazzi già assunti, tutti ingegneri! Respiravo l’entusiasmo e man mano il linguaggio “tecnico” è diventato più trasparente anche per me. Ho cominciato addirittura a vedere il pc come uno strumento familiare! Probabilmente la tesi era stata premonitrice: avevo trattato il tema del rapporto uomo-macchina, un argomento abbastanza inconsueto per i tempi.

Mi sono presto resa conto che nei miei colleghi c’erano un entusiasmo e una forza quasi inesauribile, le trasferte non sembravano loro mai essere faticose e neanche pesanti parevano i primi traslochi. Devo riconoscere che il successo della sede di Rende è stato costruito con il sacrificio, lo spirito di collaborazione e l’amicizia: oggi siamo cresciuti di numero, di stanze e di piani.

Anche il tipo di lavoro è evoluto: oltre al supporto alle grandi aziende, collaboriamo nella ricerca e lo sviluppo (R&D) del nostro gruppo giapponese. Un lavoro complesso e appassionato che crea entusiasmo nei colleghi, così orgogliosi di esporre e spiegare a visitatori quello che noi facciamo per concretizzare la nostra visione del futuro.

Grande entusiasmo hanno suscitato in me Sota, il robot che tutti vorrebbero, studiato e programmato per progetti di assistenza medica e sociale e Hitoe, la maglia intelligente che dà informazioni sui parametri vitali, per un lavoro in futuro sempre più sicuro.

Ogni giorno il lavoro deve essere portato a termine con precisione nonostante intoppi e difficoltà e non è raro che i cartoni di pizza siano testimoni del lavoro svolto fino a tarda sera.

Oggi siamo in un vortice ancora più grande, tanti nuovi assunti, molti giovanissimi che non vogliono lasciare la loro terra, o che vogliono tornare, hanno un trovato da noi un’opportunità.

Noi tutti siamo impegnati in questa inversione di tendenza e la cosa pare funzionare. Affrontiamo serenamente i problemi e gli imprevisti che sono all’ordine del giorno, ma ognuno di noi è certo della forza della squadra che lo sosterrà nei momenti di difficoltà e amplificherà le gioie nei momenti belli.

È per questo che sono già 14 anni che anche io faccio parte di questo grande gioco di squadra

Francesca Chiatante Written by: