Gender gap e STEM: un divario colmabile

Sono sempre stata convinta che qualsiasi persona, donna o uomo che sia, con volontà, tenacia e intelligenza possa ottenere il massimo dei risultati in tutti gli ambiti lavorativi.

Ciò non è però sempre vero nella vita di tutti i giorni a causa di quegli ostacoli che le donne in particolare incontrano nel loro percorso lavorativo, soprattutto nel settore STEM, cioè in scienza, tecnologia, ingegneria e matematica. I pregiudizi di genere sono duri a morire e creano alle donne non poche difficoltà.

Recentemente ho letto una ricerca sul gender gap nella sicurezza informatica, corredato da un’attenta analisi delle ragioni del divario di genere nel mondo STEM. Lo studio indaga approfonditamente le motivazioni che trattengono le donne dall’entrare nel settore e i modi di invertire questa tendenza.

Dall’indagine emerge che la mancanza di candidature femminili può essere innanzitutto attribuita al fatto che le donne percepiscono il settore della sicurezza informatica come un mondo prettamente maschile. Un altro freno deriverebbe dall’idea radicata che sia necessario essere un ‘techie’ per poter lavorare in questo campo, dove le competenze tecniche sarebbero messe su un piedistallo, trascurando l’importanza dei soft skill.

La ricerca dimostra anche però che le aziende con un numero maggiore di donne, soprattutto ad alto livello, hanno maggiore redditività. Questo risultato sarebbe legato al fatto che le donne sono portatrici di una mentalità differente e di competenze ampie e diversificate, tra le quali l’attenzione al dettaglio, la capacità di analisi e il problem solving.

Per invertire la tendenza, lo studio fornisce dei suggerimenti apparentemente semplici ma di non facile attuazione. Fondamentale sarebbe iniziare dall’educazione dei bambini, fornendo modelli di entrambi i sessi. Urge inoltre cambiare la percezione del comparto tecnologico, assicurandosi che l’industria si ponga con neutralità e prodighi per attirare entrambi i generi. Promuovere modelli di successo femminile porterebbe più donne a considerare una carriera nelle STEM. Parallelamente, andranno rimosse le barriere che ne ostacolano l’ingresso nel mondo della sicurezza informatica. Per trattenere le donne che ad oggi già operano nel settore, andrebbero invece introdotti programmi di ‘mentoring’ e migliorate le opportunità di networking.

Dopo 8 anni di esperienza lavorativa in un settore ancora dominato dalla componente maschile, posso dire di aver vissuto situazioni sfidanti e aver superato difficoltà a volte inaspettate.

Appena laureata non ho avuto difficoltà a trovare lavoro, ma ero pur sempre una giovane laureata in ingegneria, senza esperienza e per giunta donna. Sebbene mi fossi laureata con ottimi voti, ho dovuto faticare non poco per affermarmi in un ambito molto maschile. Oggi però sono soddisfatta del mio lavoro e le mie capacità vengono apprezzate dai colleghi.

Ho lavorato in diversi paesi e ho notato che il gender gap è più accentuato nell’amministrazione pubblica e nelle piccole aziende, mentre si attenua nelle multinazionali. Laddove la mentalità è più aperta non si assiste a trattamenti diversi nella crescita professionale, ma soltanto bravura, volontà e esperienza fanno la differenza.

In NTT DATA ho incontrato persone che mi hanno permesso di crescere credendo in me e riconoscendo le mie competenze. Che posso aggiungere? In NTT DATA mi sento a casa!

Imane Ennesr Written by: