Vita segreta di un tester

“Sai che dopo tanti anni che ti conosco, non ho ancora capito che lavori fai?” Spesso mi sono sentito ripetere questa domanda da familiari e amici e devo ammettere che forse non è semplice a spiegare in poche parole il mio lavoro.

Il mio ruolo in azienda, da oltre 15 anni, è quello di tester per un importante cliente nel campo delle telecomunicazioni. Appena citi questo cliente amici e parenti iniziano a chiederti consigli su quale promo attivare per navigare con più giga su internet, quali nuovi smartphone o tablet sono stati messi sul mercato di recente e altre informazioni commerciali. Appena spiego che questo non ha a che vedere con il mio lavoro di tester, istantaneamente l’interesse sembra scemare.

La professione di tester soffre di scarsa visibilità nell’immaginario comune e di una reputazione poco gloriosa in ambito lavorativo. Sono infatti visti un po’ come quelli che fanno le pulci al lavoro degli altri, al pari dei critici letterari talvolta considerati scrittori mancati.

E’ necessario sovvertire questo luogo comune, falso e dannoso.

Il lavoro del tester è fondamentale per la buona riuscita del progetto e solo una volta accertata l’assenza di bachi si può procedere col rilascio. Altrimenti, la presenza di errori e anomalie potrebbe causare danni all’utente finale e gravi perdite per tutte le aziende, indipendentemente dal settore in cui operano.

Lavorare per anni come tester per lo stesso cliente ha per me il vantaggio di sviluppare una “memoria storica” del progetto. Se nel 2002 testavamo le reti UMTS e le applicazioni per cellulari, oggi mi concentro in particolare sulla rete fissa e sulle App dei moderni device multifunzionali.

Dalla preistoria al futuro, il nostro lavoro cambia e di continuo, non ci si annoia mai e non è possibile sedersi sugli allori affidandosi a competenze consolidate, perché i sistemi evolvono continuamente e noi con loro.

In questi anni NTT DATA ha consolidato un rapporto di estrema fiducia e rispetto reciproco con i suoi clienti e noi tester abbiamo ampiamente contribuito a che ciò avvenisse grazie alla qualità del nostro lavoro.

Molti fornitori sono cambiati, parte del lavoro è stata esternalizzata in off-shore, ma molti gruppi di lavoro, tra cui il mio, è rimasto invariato perché “squadra che vince, non si cambia!”

Gianni Martinelli Written by: