NTT DATA porta il Coding in Casa UGI

Domenico, il referente per le attività e i laboratori di UGI (Unione Genitori Italiani), ci saluta con una stretta di mano salda e poi ci ascolta, entusiasta, mentre esponiamo in breve la proposta NTT DATA di portare l’insegnamento del Coding in casa UGI.

Poi ci accompagna a visitare il piccolo miracolo che è Casa UGI, una struttura tutta di vetri che ospita gratuitamente bambini e ragazzi in terapia oncologica presso l’Ospedale Regina Margherita di Torino. Piccoli appartamenti permettono loro di soggiornare assieme alle loro famiglie per il tempo necessario a seguire le cure.

Domenico ci conduce nell’ampio salone dalle pareti trasparenti, dove organizziamo “l’esperimento” del primo laboratorio di Coding. Al primo incontro ne segue presto un altro e poi un altro ancora, perché la partecipazione e l’entusiasmo sono tangibili e l’accoglienza sempre festosa.

Questa del Coding è una proposta ludica che i bambini sono liberi di seguire e di abbandonare in qualunque momento, per stanchezza o per noia. La sfida si fa per noi ancora più impegnativa che in una classe con bambini tutti della stessa età, perché qui l’utenza non è omogenea e si tratta di catturare e mantenere l’attenzione di bambini, spesso affaticati, per tutta la durata del laboratorio.

Al nostro ultimo incontro, Alessandro, 13 anni, ci viene incontro con l’impazienza di chi ci aspetta da tempo:
Sono arrivato prima perché volevo aiutarvi a montare i portatili… Lo sai, Maestro? Oggi presento io il mio gioco!”
“L’hai fatto tutto da solo?”
“Sì! È un pupazzo di neve che deve prendere una chiave nascosta… ma bisogna fare attenzione al pipistrello! E dopo che hai preso la chiave passi di livello e devi affrontare un mago!”

Siamo davvero piacevolmente stupiti: non solo Alessandro ha seguito gli schemi che avevamo proposto nei nostri due incontri precedenti ma è riuscito nel vero salto di qualità, creare un gioco nuovo da solo.

“Hai portato il gioco delle bolle?” – incalzano i bambini impazienti – “Certamente! I passi sono un po’ complessi ma possiamo eseguirli insieme uno alla volta, in modo da capire bene come si comporta il codice. Viene creata una sola bolla con vari costumi che le daranno il senso di movimento, poi il programma clonerà le bolle e cambierà le loro dimensioni in modo automatico e casuale. Infine, attraverso la webcam, agiremo sui contrasti di luce tra le bolle e lo sfondo: muovendoci e agitando le mani, le bolle esploderanno! E così accumuleremo punti!”
“…e quando esplodono, le bolle si trasformano in frutti!” – suggerisce Paola – “…ma se passa un aeroplano e per caso lo colpiamo con le mani, perdiamo tutti i punti!” – aggiunge Gianluca.

È dall’unione della fantasia sfrenata dei più piccoli con la razionalità costruttiva dei grandi che nascono i progetti migliori. Proseguiamo quindi la nostra attività creativa spingendo i ragazzi a inventare e condividere le possibili soluzioni ogni volta che si presenta un ostacolo, senza aver paura di sbagliare.

Terminiamo la nostra giornata lasciando un gioco di carta da ritagliare e incollare, per far riposare gli occhi dallo schermo e ricordare che è importante variare le attività della giornata e non dimenticare le abilità manuali. Questo ci regala un momento di quiete in cui, mentre carichiamo i lavori dei ragazzi sul computer della sala per consentire loro di proseguire in autonomia, condividiamo tra noi tutor impressioni sui concetti appresi e i desideri per le prossime occasioni.

Ad un tratto, Gloria prende il suo violino tra gli strumenti della sala e, lentamente, la stanza si anima di note lievi, sembra quasi di essere in un luogo fuori dal tempo.

Intanto, il piccolo Davide resta ancora concentrato sul gioco che abbiamo creato insieme e non si ferma un attimo, perché ha visioni grandiose tutte da realizzare, un piccolo passo alla volta.