Le nuove sfide dell’ Intelligenza Artificiale

I media e i film di successo hanno largamente contribuito alla diffusione nel pubblico di temi e concetti dell’ Intelligenza Artificiale che diversamente sarebbero rimasti confinati all’ambito degli addetti ai lavori.

La scelta di rappresentare l’AI con caratteristiche umane ha prodotto effetti spettacolari ma ha anche creato nel pubblico l’idea sbagliata che le macchine possano pensare come gli uomini. Resta comunque l’utilità futura di macchine sempre più intelligenti e di robot che diventeranno dei veri e propri aiutanti delle attività di ogni giorno. Si pensi, ad esempio, all’AI Robot Chef di Moley Robotics, una vera e propria cucina con braccia robotizzate capaci di cucinare un centinaio di ottimi piatti come lo farebbe una persona.

Secondo alcuni ricercatori, il futuro dell’ Intelligenza Artificiale ci riserverebbe molte sorprese, soprattutto in alcuni ambiti tecnologici sui quali NTT DATA è già protagonista e da cui nasceranno le soluzioni più dirompenti della 4° rivoluzione industriale.

Soluzioni di profilazione intelligente contribuiranno agli sforzi di cyber security per la prevenzione di furti di identità e crimini informatici. Chatbot permetteranno di interagire con le macchine in linguaggio naturale. Sistemi intelligenti integrati con l’Internet of Things aumenteranno la produttività delle fabbriche attraverso la manutenzione predittiva di attrezzature e macchinari. Vetture auto-guidate saranno in grado di scambiarsi informazioni critiche. Semafori davvero intelligenti fluidificheranno il traffico e contribuiranno a garantire la puntualità dei trasporti pubblici.

Gli esempi potrebbero continuare, ma è certo che si aprono scenari d’interazione sempre più stretta tra esseri umani e macchine intelligenti, capaci di svolgere parte delle mansioni umane, mentre gli umani sono sempre più rivolti verso attività globali di controllo e ottimizzazione.

Tutto ciò pone nuove sfide verso le quali bisogna guardare già da ora con la dovuta attenzione. Molte sono le domande a cui è urgente rispondere: che salvaguardie sarà necessario adottare per proteggere la grande mole di dati personali che occorrono per alimentare l’intelligenza artificiale? Quando, se e in che termini avverrà lo spostamento delle responsabilità dall’uomo alla macchina negli ambienti di lavoro e che cosa questo comporterà per i lavoratori? Come si potrà assicurare la compatibilità con gli standard di sicurezza? Di chi sarà la responsabilità dei malfunzionamenti legati all’intelligenza artificiale?

Sono pertanto urgenti leggi che la Commissione europea sta cercando di confezionare sotto il nome di “Leggi Europee della Robotica” per regolamentare al meglio il mondo reale.

Il rapporto presentato nel maggio del 2016 al Parlamento illustra le preoccupazioni che la robotica sta suscitando sul piano sociale ed economico.

Si avverte, in particolare, che lo sviluppo dei robot e delle varie manifestazioni dell’ Intelligenza Artificiale potrebbe dare avvio a una nuova rivoluzione industriale, in grado di toccare tutti gli strati sociali.

I numeri parlano chiaro, dal 2014 a oggi la crescita media delle vendite di robot è passata dal 17% annuo al 29%, mentre le richieste di brevetto per le tecnologie robotiche si sono triplicate.

Sono sotto gli occhi di tutti i vantaggi in termini di efficienza e di risparmio economico in molti ambiti ( trasporti, medicale, agricoltura, manifatturiero, etc.).

Sono anche evidenti i rischi per la sicurezza fisica degli uomini e, sebbene diversi aspetti siano già stati normati, altri richiedono attenzione perché le macchine comunicheranno sempre più autonomamente tra di loro senza interazione umana.

Il Parlamento chiede la creazione di un’«agenzia europea per la robotica e l’ intelligenza artificiale», con lo scopo di fornire le competenze necessarie per sostenere gli attori pubblici operanti nel settore.

Resta comunque urgente portare a termine un quadro giuridico per i cosiddetti “sistemi autonomamente-intelligenti” che sono già sul mercato o saranno disponibili nei prossimi dieci-quindici anni.

Tra le molte sfide aperte dall’ Intelligenza Artificiale nella 4° rivoluzione industriale, la più importante, a mio avviso, è la definizione dei modi in qui possa davvero contribuire a migliorare la condizione umana: rendere la vita più comoda e sopperire alle mancanze di forza-lavoro intellettuale accelerando il progresso scientifico. Per vincere questa sfida dobbiamo mettere l’uomo al centro di questo ecosistema e considerare la tecnologia come strumento al servizio della relazione dell’uomo con i suoi simili.

Massimo Feroldi Written by: