Il coding per l’inclusione scolastica

Ho recentemente avuto il piacere di essere docente a un corso di coding per un progetto che NTT DATA sta sostenendo in alcune scuole pubbliche d’Italia.

Nella convinzione che i bambini debbano acquisire fin da piccoli delle competenze che stimolino il pensiero computazionale, ho accettato con entusiasmo il ruolo di “maestra Nella”, come mi chiamano scherzosamente gli alunni.

Ho perciò cominciato a studiare il linguaggio di programmazione Scratch durante i miei frequenti spostamenti in treno. Stratch è semplice, intuitivo, un gioco adatto agli alunni delle elementari e a chi come me fa risalire le proprie esperienze di programmazione ai tempi dell’università.

Durante la prima lezione in classe ho cercato di spiegare in modo semplice i concetti di risoluzione di problematiche, di lavoro di gruppo e di lavoro per obiettivi.

Utilizzando dei programmini ad hoc, i ragazzi si sono divertiti dando libero sfogo alla loro creatività, hanno creato videogiochi semplici e appreso i principi della programmazione. L’esperienza trasforma il loro approccio agli strumenti informatici da passivo ad attivo e fa di loro dei fantasiosi designer in erba.

Il mio Pinguì ballerino che disegna quadrati sui loro schermi si trasforma in unicorni che si muovono su triangoli, in pipistrelli e aerei che volano sui lati di esagoni o pentagoni. La geometria, gli angoli, le coordinate cartesiane, le orbite multicolori che i pianeti disegnano intorno al sole, la traiettoria del razzo, per non parlare della matematica con le sue variabili abilmente calcolate da un simil Ballottelli che entusiasma i ragazzini facendo goal dopo aver fornito il risultato del calcolo. Sembra tutto un gioco, quasi quasi passo all’arcotangente, seno e coseno, capirebbero al volo anche questi concetti.

Le sessioni di coding si susseguono classe dopo classe in un crescendo di emozioni e, con alcuni colleghi volontari, ci siamo organizzati per erogare 20 ore in tre plessi scolastici coinvolgendo un totale di 289 alunni sulle 13 classi.

In una classe – che è quella che mi regalerà più emozioni – vi sono alunni con difficoltà d’apprendimento. L’inizio della spiegazione in questa classe non è stato dei più promettenti: la mia voce era sovrastata dalle urla di un ragazzino con gravi problemi di comportamento. Ho allora pensato di proiettare sulla lavagna alle mie spalle qualcosa di semplice che nella sua efficacia potesse catturare l’attenzione dei ragazzini venuti dall’altro plesso con l’attesa di divertirsi e imparare a costruire videogiochi.

Di lì a pochi minuti non solo la classe, ma anche il ragazzino disabile, sono catturati dalle figure che si scompongono, cambiano colore e mutano forma. Il docente di sostegno è così riuscito a far sedere il ragazzino e a convincerlo che può utilizzare un pc tutto da solo.

I post-it scritti dagli alunni come ringraziamento per la maestra Nella hanno testimoniato che le loro attese sono state pienamente soddisfatte. Ma l’emozione più grande è derivata dal riso spassionato e dalla gioia del ragazzino disabile, incollato davanti allo schermo a osservare la macchinina rossa che si muoveva scomponendosi. Altro che MasterCard!

Un’altra dolcissima alunna con deficit nella coordinazione motoria, mi ha stupito con il contenuto e la precisione di quanto ha riportato nel suo post-it, ma soprattutto per la determinazione con cui ha completato i programmi.

Vi sono casi come questi in cui la tecnologia può essere utilizzata per offrire una risposta efficace alle difficoltà oggettive incontrate nell’apprendimento. Il coding consente infatti agli studenti di verificare immediatamente le relazioni di causa ed effetto, visualizzando i propri ragionamenti logici attraverso una rappresentazione a video.

Il coding e Scratch nella loro intuitività e semplicità possono essere perciò utilizzati per creare quella didattica inclusiva auspicata dalla nuova direttiva del MIUR per le disabilità certificabili o per le difficoltà dovute a svantaggi personali e socio-ambientali.

Le sessioni di coding su questi 289 alunni abbinate ai successivi riscontri degli insegnanti sugli effetti positivi nella didattica, ci hanno fornito un’indicazione di quanto il coding aiuti tutti gli alunni nelle fasi di comprensione e rielaborazione delle informazioni.

Sono molto felice di aver partecipato a questa iniziativa e anche di aver supportato le maestre nel creare una didattica inclusiva per tutti gli studenti La scuola deve poter sostenere tutti al meglio e in questo vedo il grande valore dell’iniziativa messa in campo da NTT DATA grazie alla disponibilità e alla generosità dei colleghi.

Nella Vulcano Written by: