Olimpiadi di Tokyo 2020: sport, turismo e tecnologia

Si è appena conclusa la fiera del turismo in Giappone che si tiene a Tokyo ogni anno a fine settembre. Questa edizione della Tourism EXPO Japan 2017 è stata l’occasione per Mirai Share e NTT Docomo di presentare un nuovo servizio di trasporto pubblico: un “bus autonomo” di nuova generazione.

Il mezzo, che è stato testato dal pubblico in occasione dell’evento, combina la praticità del taxi e i vantaggi degli autobus pubblici. L’autobus non avrà un percorso di linea, ma si avvarrà di un sistema di intelligenza artificiale per il ricalcolo del percorso ottimale in tempo reale. Questo perché ognuno potrà chiamare comodamente il nuovo bus attraverso un’app dal proprio cellulare, indicando la propria destinazione, luogo ed ora di partenza desiderati.

Si tratta solo dell’ultimo esempio delle numerosissime innovazioni tecnologiche di cui il Giappone sta spingendo lo sviluppo in previsione dell’enorme afflusso di pubblico previsto per i prossimi giochi olimpici di Tokyo 2020.

I bus autonomi saranno infatti affiancati dai Robot Taxi. Questi veicoli di servizio senza conducente sviluppati dall’omonima compagnia giapponese sono già stati dimostrati in occasione del G7 di Ise-shima dell’anno scorso. Quando reporter e visitatori hanno potuto chiamare e sbloccare i veicoli di test col proprio smartphone e provare a lasciarsi condurre da un taxi senza autista. La Robot Taxi Inc. prevede il lancio delle operazioni commerciali in tempo per le prossime olimpiadi.

La tecnologia è così messa in campo come strumento per fronteggiare efficacemente la rapida crescita del turismo in Giappone, che minaccia per certi versi di sommergere la capacità d’accoglienza del Paese. Si pensi che il numero di arrivi internazionali è cresciuto vertiginosamente negli ultimi tre anni, salendo da 10 a 25 milioni. Questo aumento ha già spinto il governo, che non stimava di raggiungere i 20 milioni arrivi prima delle olimpiadi di Tokyo 2020, a correre ai ripari, ad esempio aprendo ad Airbnb. La piattaforma per l’affitto di camere e appartamenti privati è vista come una soluzione concreta – anche se non sempre ben accetta da parte dai locali – alla scarsità di alloggi turistici e il parlamento ha approvato quest’anno una normativa che ne regola il mercato. Infatti, quello giapponese rappresenta da anni uno dei mercati in più forte crescita per Airbnb, con un aumento dei visitatori del 500% nel solo 2015 e ormai quasi 50mila offerte.

Ma il rapporto del Giappone con la tecnologia va ben oltre le considerazioni pratiche, pur necessarie al momento di ospitare un evento che dovrebbe contribuire ad attrarre 40 milioni di visitatori in un anno. Il Paese ha infatti deciso di puntare ancora una volta sul suo fiore all’occhiello, l’alta tecnologia, per meravigliare il mondo e dimostrare le sue capacità di leadership.

Una strategia che contribuì al successo dei Giochi Olimpici di Osaka nel 1964 e poi anche dell’Esposizione Universale del 1970, che scelse appunto come tema “Progresso e armonia per l’Umanità” e mantenne il record dei visitatori fino al 2010. Proprio 53 anni fa il famoso “treno proiettile” giapponese, lo Shinkansen, collegò nella sua prima corsa Tokyo con la città di Osaka, a pochi giorni dall’apertura ufficiale delle Olimpiadi del 1964.

La volontà di fare delle prossime Olimpiadi una vetrina dell’innovazione tecnologica giapponese riflette inoltre un obiettivo a lungo termine del Governo nipponico: quello di diventare la nazione più tecnologicamente avanzata al mondo. Potrebbe sembrare un obiettivo forse troppo ambizioso da raggiungere nei prossimi tre anni. Ma non è così, se si considera che il Paese ha intrapreso da anni un piano nazionale di innovazione economica e sociale ufficialmente intitolato “Declaration to be the World’s most advanced IT nation” per conquistare il ruolo di pioniere della Quarta rivoluzione industriale.

Proprio come negli anni del “miracolo economico” le Olimpiadi di Osaka furono le prime a diffondere al mondo le riprese via satellite, invece che su pellicola, e a regalare agli spettatori immagini a colori, così le Olimpiadi di Tokyo 2020 promettono anch’esse di stupire non solo i turisti ma anche chi le guarderà da lontano. La televisione pubblica giapponese filmerà infatti l’evento in ultra-HD a 8k, cioè con una definizione 16 volte superiore al Full-HD che conosciamo oggi.

Proprio l’altissima qualità delle immagini, associata alla concentrazione dei dispositivi mobili connessi, smartphone e tablet in una città che è già la più densamente popolata al mondo, renderanno necessario un salto di qualità anche per le reti di trasmissione: la 5G. Questo nuovo standard per le telecomunicazioni, destinato a surclassare il 4G e per il quale proprio la compagnia di telefonia mobile giapponese NTT Docomo è pioniera, ha dimostrato di poter raggiungere velocità teoriche 100 volte maggiori delle attuali e di permettere un numero molto maggiore di connessioni simultanee. Nessun pericolo quindi di perdere campo in mezzo alla folla di un evento sportivo.
Tra le molte innovazioni tecnologiche dell’epoca, le olimpiadi di Osaka nel 1964 videro l’introduzione della fibra di vetro per il salto con l’asta, in sostituzione dell’asta in alluminio in uso allora, che aveva a sua volta sostituito il bambù. Come risultato, il record olimpico di 4m 65cm, registrato 4 anni prima, si spinse in una sola edizione sino all’altezza mai vista prima di 5m 10cm, registrando così il più grande miglioramento di sempre.

Perciò, se possiamo già affermare che le Olimpiadi di Tokyo 2020 saranno le più tecnologiche di sempre, dovremo però aspettare l’inizio dei Giochi per scoprire quali nuovi traguardi la tecnologia permetterà agli atleti di raggiungere in questa edizione ricca di promesse.

Giordano Calloni Written by: