La digitalizzazione della Biblioteca Apostolica Vaticana

Lo straordinario coinvolgimento di NTT DATA nell’opera di digitalizzazione per la Biblioteca Apostolica Vaticana (BAV) è noto a molti. Con l’obiettivo di conservare, divulgare e valorizzazione un inestimabile patrimonio culturale fatto di manoscritti e incunaboli, NTT DATA ha reso possibile la conservazione digitale di oltre 3000 volumi (più di 1 milione di pagine) e la loro libera consultazione semplicemente collegandosi al sito della biblioteca.

Sarà dunque con sopresa ed emozione che persone di tutto il mondo potranno scoprire comodamente dal loro PC testi preziosissimi e curiosità storiche come i disegni del Bernini, caricaturista del suo tempo, oppure provare a replicare una delle tantissime ricette di cucina del ‘400 italiano, o ancora visionare una delle lettere di Leopardi al Cardinale Angelo Maj.

Questo progetto è stato molto complesso in termini di processi, di infrastrutture tecnologiche e di impegno di risorse umane e ha riservato anche qualche sorpresa dal punto di vista dell’innovazione tecnologica.

Per venire incontro alle esigenze sempre più raffinate degli studiosi, NTT DATA si è basata sullo standard aperto “International Image Interoperability Framework”, sviluppato dai ricercatori della Digital Library Systems and Services dell’Università di Stanford, che ha implementato, migliorandolo, ed è oggi in unso presso la Biblioteca Vaticana.

Lo standard IIIF ha l’obiettivo di rendere interoperabili le collezioni digitalizzate, di uniformare l’accesso alle risorse costituite da immagini digitali e di promuovere lo sviluppo di interfacce per la loro consultazione sul Web. L’evoluzione e l’adozione diffusa di questo standard avrà ricadute positive per il settore dei beni culturali, perché aumenterà il patrimonio dei beni fruibili nella loro forma digitalizzata, consultabili sempliciemente attraverso un’interfaccia Web con funzionalità avanzate per la visualizzazione e manipolazione delle immagini.

Sarà presto possibile accedere ai manoscritti della Biblioteca Apostolica Vaticana e di altre biblioteche digitali distribuite, per rilevare similitudini o differenze dei testi, per confrontare le raffigurazioni e gli stili decorativi, per ricostruire in modo virtuale le opere i cui frammenti sono conservati in archivi diversi, per creare mostre virtuali e trasversali a più archivi, per accedere a tutto il materiale documentario di corredo ai manoscritti (la descrizione di un catalogo, annotazioni dettagliate a commento di particolari elementi, informazioni su uno studio in corso sull’argomento, descrizioni e citazioni bibliografiche), per supportare confronti paleografici online senza dover scaricare in locale le immagini ad alta definizione ed utilizzare visualizzatori proprietari.

NTT DATA ha creduto molto in questo progetto e, in sinergia con responsabili tecnici della Biblioteca Apostolica Vaticana, ha implementato il framework IIIF nel sistema AMLAD – Advanced Museum Library Archives Deposit. Ad oggi, il sistema AMLAD supporta il flusso di lavoro che va dall’acquisizione in alta definizione delle immagini alla pubblicazione delle collezioni digitali in standard IIIF con la creazione automatica dei relativi metadati.

Quale membro fondatore del Consorzio IIIF, la Biblioteca Apostolica Vaticana ha ospitato la “2017 IIIF Conference – The Vatican” in cui NTT DATA ha presentato la propria esperienza alla presenza delle più importanti biblioteche nazionali e istituti di ricerca del mondo, come ad esempio le università di Stanford, Harvard, Cambridge, Oxford, YALE, Toronto, la British Library, la US Library of Congress e la US National Gallery of Art.

Diffondere l’arte e la cultura è senza dubbio una sfida molto qualificante per ogni azienda e riuscire a coniugare questi valori con la tecnologia è una missione tanto più interessante quanto maggiori saranno i benefici per i fruitori dei nostri progetti.