All’Open Innovation Roadshow con Einstein AI

Il termine Intelligenza Artificiale (AI) indica sistemi mirati a fornire ai computer prestazioni che emulano funzioni e ragionamenti tipici della mente umana.

Nell’ambito dell’iniziativa “Open Innovation Roadshow” di NTT DATA Italia ho avuto modo di tuffarmi in questa bellissima realtà e di sperimentare in prima persona le potenzialità e le innumerevoli possibilità di questo strumento fantastico.

L’apprendimento automatico, o Machine Learning, è una delle aree fondamentali dell’intelligenza artificiale. Il termine si riferisce alla branca dell’informatica che fornisce ai computer la capacità di imparare senza essere esplicitamente programmati, con metodo induttivo.

Il rapido aumento della potenza di calcolo dei processori ha recentemente consentito di sviluppare tecniche sofisticate di intelligenza artificiale che si basano sulle reti neurali: modelli computazionali ispirati ai neuroni, connessi in modo da formare uno schema assimilabile a un basilare tessuto nervoso.

Uno degli ambiti di maggiore interesse di questa tecnologia sono i software di riconoscimento delle immagini e del testo. Si pensi alla portata di uno strumento in grado di analizzare ciò che quotidianamente le persone di tutto il modo comunicano attraverso i social media. Immaginate le infinite applicazioni di un sistema per il riconoscimento degli 1.8 miliardi di foto pubblicate ogni giorno su Twitter, Facebook, Instagram, Pinterest e Snapchat.

Nell’ambito dell’iniziativa di Open Innovation che mi ha coinvolto in NTT DATA, ho potuto lavorare con due soluzioni d’avanguardia sulla piattaforma Einstein Services di Salesforce.

La prima, Einstein Vision, permette di sfruttare la potenza dell’intelligenza artificiale per creare modelli di apprendimento finalizzati al riconoscimento delle immagini e per proporre così servizi di ricerca per immagine, riconoscimento delle marche e identificazione del prodotto.

Einstein Language, invece, crea modelli per l’analisi semantica del testo, che permettono ai computer di “capire” quello che scriviamo, cioè di ricavare dati utili da testi non strutturati.

Nel nostro caso, dopo la scrittura di codice informatico – Visualforce, Apex, Javascript – per il loro utilizzo nel browser, abbiamo potuto effettuare diversi esperimenti sia nell’ambito del riconoscimento delle immagini che in quello del riconoscimento testuale:

Per il riconoscimento facciale, abbiamo creato con il mio team un database composto dalle nostre foto e quelle di altri colleghi sul quale Einstein ha costruito un modello di predizione. Una volta istruito il modello, sono stati eseguiti dei test, usando la webcam del PC, in presenza di persone già conosciute dal modello e non.

Sin dall’inizio la percentuale delle identificazioni corrette è risultata abbastanza alta, ed è migliorata man mano che le prove aumentavano e quindi il modello aveva più campioni a disposizione del sistema per “imparare” a riconoscere me e gli altri colleghi.

Abbiamo poi testato anche il riconoscimento immagini inanimate. Per farlo abbiamo applicato il a immagini, contenenti cibi, tratte dai post pubblicati su Twitter. In questo caso siamo partiti da un modello fornito da Salesforce, già istruito e in grado di riconoscere oltre 500 cibi diversi. E i risultati sono stati ottimi: il sistema ha riconosciuto in maniera impeccabile frutti, pizza, pollo, pasta, etc.

Infine abbiamo testato la “comprensione” del testo applicata alla Sentiment Analysis. Effettuando cioè un’analisi semantica del testo per determinare se il sentimento prevalente veicolato dallo stesso fosse positivo, negativo o neutrale.

In conclusione posso affermare che i risultati ottenuti da tutti i nostri esperimenti mi hanno positivamente sorpreso. L’ intelligenza artificiale è un campo che conosce solo da pochi anni uno sviluppo accelerato eppure i risultati che abbiamo ottenuto sono stati sin da subito molto promettenti.

L’Open Innovation Roadshow è stato per me un’esperienza molto stimolante e confido di vedere presto applicazioni pratiche delle soluzioni di intelligenza artificiale con cui abbiamo lavorato al servizio di tutti, per estrarre valore dalla mole di dati che ciascuno contribuisce a creare ogni giorno in tutto il mondo.

Pasquale Iodice Written by: