Value Week seconda parte: il mio punto di vista di partecipante

Partecipo sempre con molto entusiasmo a iniziative come la Value Week, con l’obiettivo di mettermi in gioco e confrontarmi con gli altri colleghi che vi partecipano. Sono una persona molto curiosa, a cui piace ascoltare e infatti in prima battuta mi metto in modalità di ascolto per poi intervenire nei lavori di gruppo per portare la mia opinione, le mie idee e, perché no, le mie esperienze lavorative.

Quindi ben vengano tutte le attività in cui ci si incontra per discutere a fare brainstorming sui nostri valori aziendali.

Il primo impatto del meeting è stato subito positivo, ospiti della Digital Entity, ho trovato un ambiente molto accogliente e avviso funzionale per questo tipo di incontro. Eravamo in tanti come partecipanti, 34 colleghi, eterogenei per provenienza: industry, advisory services, marketing, testing, service line, risorse umane.

Non conoscevo personalmente alcuni di loro e non conoscevo il facilitator se non per il fatto che fosse una collega del mercato Banking. Ero molto curiosa di vedere come sarebbe andata, le impressioni che avrei avuto e quello che mi sarei portata come bagaglio alla fine della serata.

Ho poi appreso con piacere che alcune delle persone che erano lì presenti erano state a loro volta facilitator in altri workshop e questo mi ha fatto percepire sin da subito un senso di appartenenza all’azienda legato allo “spirito di squadra”.

Anche i contenuti della presentazione e della discussione mi hanno lasciato un buon ricordo. Roberta Bellodi è stata brava a esporre in modo semplice concetti complessi, a presentare gli argomenti e in generale a catturare l’attenzione dei partecipanti che eravamo riuniti alla fine di una giornata di lavoro.

La discussione ha spaziato dal focalizzarsi sul valore aziendale su cui pensiamo di dover lavorare maggiormente ognuno per il proprio contesto e per la propria esperienza alle azioni da mettere in campo per migliorare le criticità.

È emerso che per la maggior parte di noi, compresa me stessa, si sente di dover lavorare sul valore del foresight, la capacità di immaginare il futuro e di adattarci al mutevole contesto aziendale insieme agli ecosistemi in continua evoluzione di cui facciamo parte noi e i nostri Clienti. Mentre è emerso che molti del gruppo sono forti nei valori del teamwork e client first.

Il caso di studio proposto da Roberta, focalizzato sul foresight, tematica definita a livello global, ci ha portati a lavorare in distinti gruppi di lavoro, un utilissimo esercizio per condividere le proprie idee. Abbiamo lavorato su quali potrebbero essere le proposte da avviare in tempi stretti nell’ambito del valore, è stato utile apprendere come i dubbi, le perplessità e per fortuna la volontà e l’entusiasmo di mettersi in gioco siano diffusi in azienda. Quello che porto a casa è sicuramente il fatto che il messaggio più importante per me è legato alla divulgazione e contaminazione in azienda, sia in termini di valori che in termini di contesti, esperienze e idee. Credo che lavorare sul coinvolgimento delle persone acceleri il processo di definizione di idee concrete da finalizzare nel contesto del valore foresight.

Siamo poi arrivati alla sezione “La mia storia” di Roberta che grazie a un video molto originale ci ha presentato la sua avventura su un progetto molto sfidante che ha coinvolto non solo i colleghi che lavoravano operativamente sul progetto ma anche persone che hanno lavorato e lavorano quotidianamente dietro le quinte, colleghi decisivi alla buona riuscita delle attività progettuali.

Nel video ogni persona, del legale, dell’amministrazione, del controllo di gestione ha raccontato la propria esperienza e mentre guardavo il video, sfilavano davanti ai miei occhi i successi e gli insuccessi, le sfide superate e quelle non superate che hanno obbligato a prendere un’altra strada, gli obiettivi raggiunti, la fiducia tra i colleghi del team di resistere e andare avanti, la fiducia conquistata a fatica con il Cliente.

Ho anche pensato quanto sia centrata la nostra nuova tag line Trusted Global Innovator e mi sono resa conto di quanto sia necessario spingere l’acceleratore sul foresight perché la fiducia è a mio avviso il valore che, se applicato su più livelli ci permette di gettare le basi (e) anche per diventare dei buoni Leader.

La fiducia parte da un contesto personale (fiducia in sé stessa), per poi estendersi ad un contesto relazionale, organizzativo, di mercato e sociale.

Lavoriamo per arricchire la componente di mercato e sociale attraverso la contaminazione di ciò che ascoltiamo, vediamo e percepiamo in questo contesto in continua evoluzione in cui operiamo accompagnando i nostri clienti che fortunatamente ci riconoscono questi valori.

Tiziana Marra Written by: