Io, lui e le altre: Mariateresa, il DEVOLAB e le tecnologie emergenti!

Ho avuto il piacere di partecipare al Boot Camp del DEVO Lab di Sda Bocconi che si è svolto a settembre a Milano e sono molto contenta di questa esperienza.

Nell’arco dei tre giorni di corso ho avuto modo di confrontarmi con persone che, come me, sono interessate alle nuove tecnologie e che lavorano in aziende che come NTT DATA, credono nel talento e nell’importanza della crescita di noi giovani. Il corso è stato pensato con l’obiettivo di  rendere fruibile la conoscenza prodotta in quasi tre anni di attività del laboratorio ai partecipanti.

Le giornate sono state intense e interessanti, le lezioni frontali si sono alternate con l’ analisi dei casi di studio ed è stato ricco lo scambio con i docenti della SDA Bocconi che abbiamo  incontrato che ci hanno stimolato a capire come utilizzare al meglio gli output presentati rispetto al contesto della propria azienda.

Il tema della trasformazione digitale, è stato sviscerato nelle sue molteplici sfaccettature e una parte di maggior approfondimento e focalizzazione ha riguardato le opportunità e i rischi delle principali tecnologie ad alto impatto: Artificial Intelligence, Blockchain, IoT, Infrastrutture Digitali, Human Augmentation e Materials Printing.

Il vero valore che ho percepito non è stato sicuramente quello legato agli aspetti tecnici ma all’opportunità di allargare gli orizzonti dei partecipanti rispetto ad un uso sapiente delle stesse. In aula, inoltre, ho avuto modo di conoscere e approfondire una nuova metodologia HIT Radar, acronimo di High Impact Technologies messa a punto dal DEVO Lab in collaborazione con il Design Lab di MIT, che aiuta ad esaminare gli impatti dell’uso della tecnologia perché ne valuta non solo il livello di novità ma anche quanto questo impatti sulle organizzazioni aziendali.

Una stessa tecnologia può essere favorevole o controproducente per il business di un’azienda a seconda se la si utilizza in modo consapevole oppure no. Si pensi ad esempio all’uso dell’intelligenza artificiale nel campo della moda: in un’azienda incentrata sulla sartoria artigianale, l’utilizzo di un camerino intelligente non incontrerebbe le esigenze del consumatore che si aspetta un sarto fidato che lavori su di lui per fornirgli il miglior prodotto personalizzato. Al contrario, l’intelligenza artificiale può essere utile al sarto nella classificazione dei bozzetti. La stessa tecnologia del “camerino intelligente”, invece, può ritenersi efficace per le grandi catene di abbigliamento low cost.

Fare un uso sapiente della tecnologia significa non distruggere la propria identità aziendale ma restare al passo con i tempi, essere “Contemporanei”, come ha detto il direttore scientifico del DEVO Lab, Severino Meregalli. Ciò significa che è necessario adattare la tecnologia al proprio business model e quindi che si devono conoscere e comprendere in profondità gli aspetti tecnici in modo da poter sfruttare al meglio le sue applicazioni.

Questo senso di consapevolezza della tecnologia è caratterizzante della cosiddetta era Post Digital perché il “digitale” non è più qualcosa a cui si guarda con stupore e meraviglia, ma piuttosto un insieme di tecnologie che si fondono col mondo che ci circonda.

Una parte del corso è stata dedicata all’utilizzato l’HIT Radar, abbiamo approfondito le tematiche di Blockchain e Intelligenza Artificiale, che hanno un posto di rilievo all’interno del radar e quindi di particolare interesse per quest’anno.

Sono tornata in azienda molto soddisfatta di questa esperienza a metà tra lo studio accademico e il lavoro, che mi ha fornito una maggiore sicurezza nell’affrontare alcune tematiche soprattutto perché sono state presentate in un’angolazione diversa a quella a cui sono abituata.

Ora mi piacerebbe condividere questo mio nuovo sapere all’interno con i miei colleghi e trasferire all’interno non solo le competenze ma anche l’energia che è derivata dal corso!

Maria Teresa Giusti Written by: