NTT DATA e AVSI: una partnership consolidata che offre un concreto sostegno alle popolazioni nelle zone di guerra.

NTT DATA ha sponsorizzato con entusiasmo le campagne per il Natale solidale di AVSI, un’organizzazione non profit che realizza progetti di cooperazione allo sviluppo e aiuto umanitario in 31 Paesi del mondo grazie a un network di 35 enti soci fondatori, e di oltre 700 partner.

Eravamo ansiosi di verificare come fosse stata impiegata la nostra donazione ricorrente e chi fossero i destinatari dei progetti di cooperazione e per questo ci ha fatto piacere essere invitati in Libano per incontrarli. Per noi è importante capire come si concretizzino realmente questi aiuti che aspirano a migliorare le vite e i destini delle persone visto che negli anni NTT DATA ha finanziato molti progetti non solo di ricostruzione ma anche di formazione in ambito agricolo, tessile e nel campo dei servizi alla persona.

Quindi, eccomi pronta a partire per il Libano, dove sono arrivata insieme ad altri sostenitori di lungo corso di AVSI. L’accoglienza è stata calorosa da parte del team locale di AVSI, che ci ha subito fatto una panoramica della loro presenza sul territorio. Le prime impressioni sono state quelle di un paese con molte sfaccettature, sociali ed economiche ben rappresentate visivamente dalla coesistenza a Beirut tra palazzi diroccati, in grovigli di fili elettrici e grattacieli in vetro e acciaio, ornati da giardini verticali.

Il Libano, ha senza dubbio subito più di altri Paesi gli effetti della guerra civile in Siria: dall’inizio del conflitto sono stati accolti circa 1.200.000 profughi, più di un quarto della popolazione totale libanese. Almeno il 50% dei rifugiati sono donne e bambini, fuggiti soli e senza protezione, costretti ad abbandonare la casa, il lavoro e in molti casi parte della famiglia.

Il giorno successivo al nostro arrivo, siamo stati accompagnati a visitare due scuole di agricoltura a Nabatieh e Fanar per ragazze e ragazzi tra i 15 e i 25 anni, provenienti da Siria, Palestina e Iraq, istituite in collaborazione con il ministero dell’Agricoltura libanese, in partnership con UNICEF. Queste scuole sono molto importanti perché forniscono a chi le frequenta, la possibilità di imparare un mestiere che consentirà loro di potersi mantenere in modo autonomo e di poter avere uno sguardo più fiducioso verso un futuro comunque molto difficile.

AVSI svolge un ottimo lavoro in questi territori e grazie a questa capillare presenza, è stata in grado di stringere delle collaborazioni con imprenditori agricoli libanesi che integrano il processo di formazione degli studenti e poi offrono un lavoro nei vivai e nelle serre di loro proprietà. I numeri sono significativi, poiché sono coinvolti 1.400 beneficiari dei corsi di formazione e più di 200 aziende.

In Libano la manodopera agricola proviene tradizionalmente dalla Siria, ma da quando è scoppiata la guerra il flusso è passato da stagionale a stanziale, con tutte le complicazioni legate all’aumento massiccio di profughi su un territorio già in difficoltà. Gli interventi di AVSI mirano tra le altre cose a fornire una specializzazione attraverso i corsi. L’azione inclusiva è rivolta anche ai bambini in età prescolare che sono inseriti nell’iter scolastico formale libanese e agli adolescenti mediante l’inserimento nelle scuole dei villaggi vicini ai campi profughi.

E’ senza dubbio il grandissimo lavoro di squadra che coinvolge l’Avsi, i volontari e le istituzioni locali ad aver permesso l’integrazione.

In particolare per la fascia d’età dai 6 ai 14 anni i beneficiari non sono solo profughi ma anche libanesi cosiddetti “vulnerabili” e ragazzi che sono ai margini del sistema scolastico vuoi perché hanno una preprazione insufficiente per seguire le lezioni, vuoi perché inseriti in un iter scolastico già iniziato.

Ho visitato anche una di queste scuole sempre a Nabatieyh in cui bambini in età prescolare fino a 5 anni partecipano ad attività propedeutiche alla scuola, si integrano, socializzano e, dove possibile, vengono coinvolte anche le famiglie nell’attività di socializzazione. AVSI infatti si rivolge a queste persone con lo scopo di promuovere l’inclusione attraverso la scuola anche grazie al supporto dello Stato del Libano, insieme a Terres des Hommes e War Child Holland.

Ultima tappa del nostro viaggio in Libano con AVSI è stata la visita a IRAP, un istituto di riabilitazione audio fonetica, che in aggiunta alla sua missione specifica, offre accoglienza a giovani e a donne delle categorie vulnerabili la possibilità di concorrere al mantenimento economico dell’istituto (e proprio), lavorando nei diversi atelier della scuola.

Ci sono laboratori di cucito, di lavorazione e cottura di terracotta, di preparazione di prodotti alimentari che vengono poi venduti e distribuiti nei negozi del Libano; questo circuito virtuoso è alimentato tra gli altri, anche dalle persone che hanno seguito i corsi di sicurezza alimentare (distribuzione di alimenti e corsi di cucina) da noi finanziati nel 2016.

Non conosco molte realtà di cooperazione, ma certamente l’impressione è stata quella di un’organizzazione ben presente sul territorio, che sviluppa piani di integrazione in accordo con tutti gli attori istituzionali e con la società civile disposta a collaborare per il successo di questi progetti.

Greta Ormezzano Written by: