Le colline liguri, voglia di aria pura e un team building concreto per i colleghi della Consulting Nord di NTT DATA

Un’avventura denominata “24 ore in amicizia” che ha  avuto come protagonista un gruppo di colleghi dell’Advisory Service Consulting Nord in gita fuori porta, è la protagonista di questa bella storia di team building che ha lasciato in ognuno di noi un forte segno difficile da dimenticare.

Ero molto curiosa di partecipare a questa che è stata un’occasione informale di ritrovarsi e vedere come sarebbe andata, le impressioni che avrei avuto e quello che mi sarei portata come bagaglio alla fine delle 24 ore trascorse insieme. Ero anche contenta del fatto che l’iniziativa fosse allargata non solo agli “storici” colleghi della Consulting ma anche ai nuovi entrati da poco in azienda, cosa che li ha fatti sentire sin dall’inizio della loro avventura parte integrante della squadra NTT DATA.

Tutto è nato in maniera spontanea, dal desiderio di organizzare qualcosa che coinvolgesse il gruppo, per dare una spinta al team, avevamo intuito che ci servivano spazi e tempi fuori dall’orario di lavoro ed era chiaro che questo avrebbe avuto un grosso impatto sulle vite personali di ognun di noi.

Volevamo organizzare qualcosa che fosse diverso da un aperitivo, eravamo in dubbio se fare una cena o qualcosa di più incisivo, allora ci siamo orientati verso una 24 ore in amicizia fuori porta con partenza venerdì pomeriggio e rientro sabato sera insomma un momento informale che ci avrebbe lasciato più forti e coesi.

Ma dove andare? In quale struttura farci ospitare? E come organizzarci? Dopo una lunga discussione su idee, posti, cosa organizzare nelle 24 ore abbiamo optato per una località dell’entroterra ligure circondato da ettari di bosco in cui tutto l’ambiente intorno ci ricordava che eravamo lontani dalla città, dallo stress e dalla vita lavorativa di tutti i giorni.

Una volta fissata la data, abbiamo raccolto le adesioni dei partecipanti, organizzate le auto con i gruppi e definito la disposizione dei partecipanti nelle camere in mezzo ai boschi. Anche questo è stato un elemento divertente perché ci siamo orientati, un po’ come una classe in gita scolastica alla disposizione in camerate.

Partenza venerdì 23 ottobre, con un meteo incerto, pioggerellina autunnale a Milano è un viaggetto di circa tre ore. Ci siamo avviati con l’idea di percorrere le stradine di montagna per accorciare i tempi di viaggio, ma la “strana consulenza di uno sconosciuto” in un autogrill ci ha convinto di percorrere la strada più lunga ma sicuramente meno articolata per raggiungere l’obiettivo… e questo mi porta a pensare che le consulenze servono sempre e ovunque anche quando non richieste al fine di ottimizzare il raggiungimento di un obiettivo!

Quindi raggiungiamo il posto che appare ben buio, siamo nel bosco dove per vedere un’insegna e capire dove è indicata la reception devi avvicinarti con i fari della macchina e scendere per leggere il cartello. Vediamo una casetta illuminata che poi scopriamo essere una delle tante casette che costituiscono il centro che ci ospiterà, denominata la “Sala”. Una volta scesi dalle auto individuiamo altre casette tutte in legno: Cucina, Ufficio, Bagni, Negozietto e alcune delle nostre camere (quelle delle ragazze).

Vediamo poi delle costruzioni in muratura, dove alcuni di noi hanno alloggiato per la nottata (i ragazzi) e a questo punto penso manchi solo la casetta di paglia che ma abbiamo poi trovato il giorno dopo e direi che siamo proprio finiti nella favola dei “Tre Porcellini”.

La serata prosegue in un clima divertente, è ottima la cena e piacevolissima la compagnia di colleghi e amici e ognuno di noi ha la possibilità di riscoprire l’altro in una luce diversa da quella a cui siamo abituati.

Fuori diluvia incessantemente, la serata prosegue tra chiacchiere e un buon bicchiere di vino, non è un set di un film anche se l’atmosfera è molto piacevole e ritardiamo forse inconsapevolmente ad andare a riposare, perché vogliamo stare ancora in compagnia. Si fa tardi e decidiamo di ritirarci per la notte con il suono della pioggia battente che sentiremo nel corso di tutta la notte; recuperiamo le energie necessarie per l’indomani. La notte nella casetta di legno che sembrava quella dei sette nani si preannunciava complessa, senza i caloriferi, eravamo in sette come i nani e se volete saperla tutta abbiamo avuto anche Biancaneve che si è presa cura della casa per farci riposare al caldo: il boscaiolo del centro che ha mantenuto la casetta calda alimentando la stufa a legna.

Il risveglio è stato bellissimo! La luce del giorno ci ha mostrato il bosco con la vividezza dei suoi colori, i terrazzamenti di uliveti, la pioggia sulle foglie e l’odore della terra bagnata ci hanno accompagnato verso la sala della colazione, peraltro buonissima.

Eccoci pronti dunque per la prima attività: Panificazione!

Cosa c’è di più bello che mettere le mani in una ciotola che contiene lievito, acqua tiepida e farina e mescolare tutto per rendere l’impasto morbido e malleabile?  Siamo tutti pronti e dopo le indicazioni dell’insegnante ci avviamo ad impastare ognuno la propria pagnotta. Dopo vari suggerimenti e aiuti tra di noi su come aggiungere gli ingredienti, impastare e dare forma alla pagnotta per poi arrivare alla fase del taglio per la lievitazione e la successiva cottura.

E mentre il pane lievita, eccoci pronti per la lezione di yoga che si è tenuta nella casetta dalle mura di paglia, appunto, che era l’unica che mancava all’appello della storia dei “Tre porcellini”.  Siamo tutti molto increduli e perplessi delle nostre capacità, ma la bravissima insegnante ci ha stupito portandoci a eseguire strane coreografie con i nomi di vari animali (cane, cammello ect ect). C’è chi era predisposto per alcuni tipi di esercizi, chi per altri ma tutti abbiamo lavorato in modo armonico percependo una forte sensazione del team.

A questo punto ci sarebbe dovuta essere la sezione del cross-fit in mezzo ai boschi ma ahimè aveva piovuto tutta la notte, quindi non è stato possibile seguire il percorso. A molti di noi è dispiaciuto davvero tanto e abbiamo deciso di avventurarci ugualmente in completa autonomia senza aiuti nel bosco seguendo a grandi linee il percorso disegnato del cross-fit.

È stato molto divertente fare questa passeggiata su sentieri ricoperti di foglie bagnate, scale fatte di tronchi di legno, piccoli tratti senza possibilità di appoggio e con un fiume che ci ha accompagnato per tutto il percorso.

Intorno a noi era una festa per i sensi: i profumi della natura si mescolavano con gli stramazzi di oche e galline, un sottile sibilo del vento e il sole che faceva capolino tra le nuvole, l’aria fresca e pulita, noi molto felici di essere li immersi in un luogo selvaggio in cui la presenza dell’uomo era cosi discreta e delicata che restava intatta la forza e l’autenticità della natura.

Siamo tornati da questa bella passeggiata stanchi e affamati ma molto soddisfatti. Come nelle migliori occasioni il pranzo abbondante e genuino è durato circa un paio di ore, poi un salto alla casetta di legno del negozietto di specialità locali marmellate, miele, pesto ligure e tante altre leccornie.

È quasi ora della partenza, queste ore sono volate e l’arrivo a Milano è stato una sorta di brusco risveglio da un mondo fatato, siamo stati accolti dal caos del traffico e dall’odore non propriamente di bosco!  Però la solita atmosfera ai miei occhi viene percepita in modo diverso e con una maggiore serenità.

Il lunedì successivo rientriamo tutti in ufficio belle carichi dopo la nostra 24 ore in amicizia pronti per nuove sfide ognuno nel proprio ruolo ma con la consapevolezza di un rinnovato spirito di squadra che ispira fiducia e da slancio. Siamo spesso presi dalle giornate dal cliente, le riunioni si susseguono, ci sono le offerte da predisporre, lo staffing delle persone per i progetti da organizzare, ma tutto questo non esclude il fatto che indipendentemente dal ruolo che abbiamo, dal progetto in cui siamo e dalle attività che svolgiamo anche nel nostro magic-time, tutto questo non esclude il fatto di essere una piccola squadra che lavora integrata in un’altra più grande e che alcune parole come “team building” siano ricche di concreto significato e indispensabili nel nostro lavoro.

Il lavoro di squadra si alimenta come le radici di una pianta, attraverso piccole azioni svolte in modo continuativo. La pianta resiste anche senza acqua per un po’ di tempo ma, se non si alimenta con cura e con costanza, risulta essere più faticosa la ripresa in caso di periodo di siccità.

Continuiamo quindi ad alimentare le nostre radici!

Tiziana Marra Written by: