Da Sofia a Cosenza: una STEM, una borsa di studio, un cambio di vita!

Una mattina di agosto sento squillare il telefono e dall’altra parte della cornetta mia nonna mi dice di aver letto un annuncio sul quotidiano per una borsa di studio in Italia per l’Università della Calabria. Era il 1993 e frequentavo la facoltà di ingegneria delle telecomunicazioni all’Università Tecnica di Sofia, insomma ero una vera STEM da sempre appassionata dell’Italia perché avevo passato tante estati a casa di mia zia a Tivoli e studiavo privatamente l’italiano.

Per vincere la borsa di studio oltre ad aver fatto tutti gli esami del primo anno con una media alta era necessario presentarsi ad un colloquio conoscitivo con i professori dell’università italiana, venuti a Sofia appositamente per la selezione. Ero convinta di non farcela, pensavo alla quantità di raccomandati che sarebbero stati favoriti rispetto a me, ma decisi di provare perché studiare in Italia era da sempre un mio sogno e ai sogni non bisogna rinunciare mai!

Qualche settimana dopo, ho sostenuto l’esame al mattino e nel pomeriggio c’era già affisso l’elenco dei vincitori su cui c’era anche il mio nome. L’emozione e lo stupore erano grandissimi e non vi nascondo che in me si sono mescolati diversi stati d’animo contrastanti che andavano dalla paura del cambiamento alla gioia di nuove scoperte.

Così a novembre sono partita per Cosenza insieme agli altri 9 vincitori della borsa per quella che sarebbe stata una bellissima avventura. Ancora oggi mi chiedono come è stato il primo impatto, cosa vuol dire lasciare il proprio paese e la famiglia a 19 anni, quali sono state le maggiori difficoltà. Pero devo confessare che è stato molto più semplice del previsto, perché ho trovato tanti amici, persone che mi hanno accolto come una figlia e mi hanno aiutato a scoprire le bellezze dell’Italia e della lingua italiana, insomma a Cosenza mi sono sentita subito a casa.

Poi è giusto dire che sono partita prima dell’esplosione del social, in un tempo non lontanissimo, ma che sembra distante anni luce da oggi. Non solo non c’erano Skype e le sue meravigliose video chiamate, ma per fare una telefonata internazionale bisognava munirsi di un bel po’ di gettoni e aspettare in una cabina di prendere la linea, in ogni paese europeo esisteva una moneta moneta e il clima politico in Bulgaria non era dei più sereni.

Sicuramente per me intraprendere un percorso universitario è stata la difficoltà maggiore, la lingua, la metodologia e l’impostazione erano completamente diversi, ma io ero particolarmente motivata a farcela.

A questo si aggiungeva la gioia legata all’essere iscritta alla facoltà di Ingegneria Gestionale, nuova per quegli anni, che oltre alle classiche materie prevedeva gli esami di informatica e economia aziendale. Cinque anni sono passati come un attimo e con una tesi pubblicata e laurea con lode, mi sono ritrovata nel limbo dei giovani in cerca di lavoro.

Fortunatamente, il mio percorso professionale è iniziato qualche mese dopo in a Roma come analista programmatore fino a crescere al ruolo di responsabile di progetto. Nel tempo, col migliorare delle competenze manageriali, ho imparato l’importanza fondamentale dei soft skill e questo mi è stato particolarmente utile, specialmente quando sono arrivate le mie figlie nate nel 2004 e nel 2007.

Ho cercato di conciliare la mia passione per il lavoro con l’impegno di mamma resistendo nei momenti più duri, quando erano malate entrambe, oppure mio marito era in trasferta all’estero e guarda caso proprio in quella settimana c’era un rilascio di progetto. Sicuramente devo ringraziare i miei colleghi che spesso si sono adattati ai miei orari non proprio canonici, mio marito che ha sempre creduto in me e ultima ma non meno importante NTT DATA, che mi ha concesso un periodo di part-time che non è stato un ostacolato alla mia carriera ma una felice parentesi.

Sono felice di aver avuto l’opportunità durante questi anni in NTT DATA di lavorare su tecnologie sempre all’avanguardia, certificarmi e applicare metodologie nuove, confrontarmi in realtà di clienti e mercati sempre nuove e sfidanti, sono felice di aver seguito la mia passione per le materie scientifiche e di essere stata una STem ante litteram.

Le nuove sfide e gli obiettivi sempre più complessi sono da sempre per me stimoli significativi e sinonimo di motivazione. Oggi nella BSL di Business Process & Service Management gestisco diversi progetti per il mercato Energy di implementazione su ServiceNow, una delle piattaforme cloud all’avanguardia, che danno il vero valore e il contenuto ai processi di Digital Transformation, nel designare ed implementare l’automatizzazione e l’ottimizzazione dei processi e servizi dei nostri clienti.

Mi auguro che mia storia possa essere di esempio per i giovani e che li spinga a mettersi in gioco come. Anche alle mie figlie, io e  mio marito abbiamo sempre cercato di insegnare l’autonomia, la libertà di pensiero, la voglia di assumersi i rischi di ciò che si fa senza la paura di sbagliare o di essere giudicati negativamente oltre all’amore per il bello e per la scienza.

Ci auguriamo tanto che diventino due adulte responsabili e autonome, che viaggino, che vincano almeno una borsa di studio e che nel loro futuro cosi come in quello delle future generazioni ci sia spazio per un lavoro appagante come il mio, in qualsiasi campo questo avverrà.

dora shumkova Written by: