Dalla semiotica al design inseguendo un sogno di gioventù

Sono nato a Cagliari nel 1980 e sono stato per buona parte della mia infanzia una piccola peste, nessuno poteva prevedere che mi sarei col tempo trasformato in un appassionato di design. Negli anni in cui impazzava la pubblicità della Barilla della bimba sotto la pioggia con l’impermeabile giallo che salva un gattino infreddolito, io non ero certo come lei ma ero impegnato a correre e saltare e a collezionare marachelle.

Sono stato figlio unico fino all’età di sette anni, perché la mia vivacità aveva esaurito tutte le energie di mia madre che lavorava a tempo pieno, questa attesa però, è stata poi premiata con l’arrivo di una splendida bambina.

Sono sempre stato curioso e vivace, mi è sempre piaciuto leggere anche se ho amato molto Voltron e i robottini giapponesi, i cartoni di sport e i supereroi americani. Credo comunque che la mia passione per lo studio dei segni e delle modalità attraverso cui questi abbiano un senso sia lentamente maturata in quel periodo anche se non ero completamente consapevole.

Dopo il liceo mi sono iscritto a Giurisprudenza a Cagliari ma la scelta non si è rivelata felice, poco interesse per le materie giuridiche e ancor meno per una possibile professione di avvocato, ho capito in breve tempo che questa mia decisione era dettata più dal desiderio di compiacere mio padre che da una mia reale passione. I miei genitori mi hanno sostenuto e mi hanno spinto a seguire i miei interessi, così mi sono trasferito a Bologna. Mi sono iscritto alla facoltà di Comunicazione (incentrata sulla Semiotica) che ho frequentato con grande passione e ho poi proseguito gli studi Magistrali in Comunicazione Politica.

Come sono arrivato in Digital Entity? Perché mi affascina l’idea di contribuire alla creazione di innovazione e di poter valorizzare le differenze per creare un design inclusivo che superi pregiudizi insiti in ognuno di noi ed elimini quelle categorie mentali che incasellano le persone in base alle loro caratteristiche.

Digital Entity, è una parte di NTT DATA che si occupa di strategie digitali, e al suo interno mi occupo di content strategy, UX writing e copywriting. Mediante la definizione di una content strategy per il cliente, lo supportiamo nell’impostazione di una strategia di comunicazione aziendale e nella creazione di una serie di contenuti indirizzati a un target definito di destinatari. La parte per me più interessante riguarda proprio la capacità di pensare a contenuti che possano adattarsi a tutti superando le inevitabili barriere cognitive, fisiche e culturali che ostacolano la buona riuscita di un progetto.

Per un nostro importante cliente, abbiamo recentemente costruito la policy di accessibilità che attesta che l’azienda si sta muovendo in un’ottica giusta e che ogni prodotto/servizio realizzato, sia pensato e costruito per essere fruito da tutti nel pieno rispetto della diversità e dell’inclusione.

Recentemente ho organizzato col supporto dei colleghi romani e milanesi, un momento di scambio con un cliente in cui , grazie alla metodologia sviluppata in Digital Entity che prevede anche strumenti di design, siamo riusciti a supportare  il cliente verso la soluzione di cui aveva bisogno per sviluppare e implementare i propri servizi.

Anche la UX writing rientra nelle mie attività, trovo molto interessante poter comunicare attraverso la scrittura in un linguaggio chiaro e asciutto e utilizzare una narrazione capace di lasciare in chi legge una piacevole sensazione di chiarezza. Trovo anche che fornire al cliente le corrette informazioni relative ad un processo lo invogli a ripetere quella esperienza e che indirettamente lo fidelizzi.

Sono orgoglioso di occuparmi di design e di progettare servizi e prodotti che possono contribuire a costruire una società migliore e più inclusiva. I giapponesi sintetizzano con l’espressione “ikigai” il proprio livello di felicità nella vita. Se si progetta considerando fattori quali la passione, la missione, la vocazione seguendo la filosofia dell’ikigai, avremo contribuito tutti a creare una società migliore.

Giovanni Schirò Written by: