Consulenza che passione! Non vorrei una vita diversa da questa.

Parrebbe che io sia un predestinato della consulenza! Figlio di un consulente a mia volta ho sempre respirato l’aria di chi si fa delle domande e poi cerca le risposte. Qual è l’obiettivo da raggiungere? Quali sono i prossimi passi? Quali sono i rischi e le opportunità? Quali sono i vincoli? Quante persone servono per questo progetto? Ho sentito spesso mio padre fare questi discorsi che forse inconsapevolmente ho interiorizzato.

Sicuramente la laurea in ingegneria mi ha aiutato a sviluppare una metodologia di analisi che poi è diventata parte del mio essere. Sono sempre stato un ragazzo curioso e con un pensiero indipendente, e l’aver dovuto faticare per risolvere problemi complessi mi ha dotato di spalle forti e strumenti di analisi.

Ho iniziato il mio percorso in Value Partners dove ho seguito prevalentemente progetti di consulenza strategica, ho cambiato azienda ma la consulenza è rimasta una costante del mio lavoro grazie a cui ho potuto esplorare diversi mercati, conoscere un bel po’ di colleghi e anche di avere ottimi maestri a cui va la mia sincera gratitudine.

Da quando sono in NTT DATA e ormai da quasi quindici anni mi sono dedicato al mercato Telecomunicazioni e oggi sono il responsabile della practice Telecom della Consulting di NTT DATA e anche resource manager dell’area romana per la quale curo il reclutamento e la collocazione nei progetti di più di 150 agguerriti consulenti.

Quest’ultimo aspetto è per me molto interessante e dà un senso di completezza al mio lavoro. Sono consapevole del fatto che se si riescono a selezionare ed allocare le risorse giuste su un progetto sono a metà dell’opera e soprattutto si dà la possibilità alle persone di esprimersi al meglio; per questo ritengo questa un’esperienza formativa e sfidante. Nello stesso tempo so che questa è una fase molto difficile e complessa, soprattutto se i progetti da portare a termine sono numerosi e la ricerca della figura professionale più opportuna deve rispondere a un gran numero di variabili. Trovare la persona con le competenze giuste, il carattere, l’empatia è molto sfidante e riuscire a colmare eventuali lacune mentre il progetto è in corsa è ancora più sfidante.

Forse per essere pienamente soddisfatto, sarebbe bello se ci fosse la massima fluidità e comprensione tra le diverse strutture aziendali. Spesso una persona è allocata su un progetto ma servirebbe su un altro oppure non ci sono abbastanza figure per altrettanti ruoli, e questi “happy problem” si presentano (fortunatamente?) ogni giorno da almeno due-tre anni ad oggi. La comprensione del momento di mercato che stiamo vivendo, della difficoltà di attrarre e selezionare i talenti e della responsabilità di fidelizzare le risorse di valore che abbiamo in azienda sono aspetti cruciali che tutti noi dobbiamo sempre considerare, nell’ottica di cooperare per il bene dell’azienda e dei nostri clienti.

Devo anche dire però che in Consulenza in NTT DATA godiamo di un piccolo vantaggio di genere legato al fatto che nel mio gruppo prevalgono le donne che si sa, spesso racchiudono tutte le caratteristiche che servono per essere ottime consulenti. Ci sono delle volte in cui i colleghi mi prendono in giro perché mi accusano di preferire nei colloqui le donne, però io ribatto che il tempo mi ha dato ragione e a parità di competenze, laurea ed esperienza, le donne con cui ho lavorato e lavoro oggi si sono dimostrate più brave rispetto ai colleghi nella gestione delle situazioni critiche. Quindi ben vengano le Stem e la loro capacità di fare squadra e di risolvere le situazioni spinose!

Negli anni posso dire di avere vissuto una moltitudine di situazioni, di aver affrontato progetti critici e di successo, di aver talvolta subito le decisioni di un cliente non sempre giuste che magari hanno compromesso la buona riuscita di un progetto, però posso dire che mai una volta ho pensato di poter fare un lavoro diverso.

La mia vita corre sul filo dell’organizzazione, al mattino porto a scuola i miei figli Aleksandar e Katerina e poi corro in ufficio o dal cliente, mi alterno con mia moglie nell’organizzazione domestica: a lei spettano gli approvvigionamenti, il ritiro dei bambini da scuola e, diciamola tutta, un sacco di altre cose.

Nel fine settimana sono i re dei fornelli e in questo modo cerco di farmi perdonare lo sbilanciamento dei pesi lavorativi a mio favore cucinando, perché si sa cucinare è un atto d’amore – in realtà vista la fame atavica di Aleks e Katerina è un atto necessario – e nello stesso tempo la cucina può essere un luogo di relax e sperimentazione.

In generale mi sono dato due semplici regole che sono: cercare di non perdere mai il buonumore perché questo è un fattore critico di successo che rende le lunghe giornate lavorative meno pesanti e avere la lucidità necessaria a non perdere l’obiettività per valutare correttamente le persone del mio team.

Non sono sicuro di centrare sempre i miei obiettivi, ma son convinto che sia un mio compito provarci con impegno e passione. Perché in fondo le soddisfazioni migliori si hanno quando le persone su cui hai contato riescono ad ottenere successo siano essi colleghi siano, a maggior ragione, i propri figli.

Francesco Miano Written by: