Può una bocciatura trasformarsi in una grande opportunità? Si, se nasconde l’amore per la matematica!

Il ricordo della mia quinta ginnasio si ferma a marzo del 1995 e ad un colloquio tra mia madre e la professoressa di matematica che l’aveva convocata in tutta fretta chiedendole apertamente perché mai, con quelle potenzialità incredibili in matematica, mi avesse iscritto al classico.

Forse in quel momento è cambiato il mio copione della mia vita!

Giocavo a basket in modo intenso, facevo parte della panchina della serie B con tre allenamenti alla settimana più la partita la domenica ed ero andata a scuola un anno prima.

In base a queste evidenze, i miei genitori decisero che forse quell’anno avrei potuto intensificare gli allenamenti e smettere di andare a scuola senza farsi spaventare da una bella bocciatura a giugno.

A settembre dello stesso anno sono passata alla seconda classe di un prestigioso liceo scientifico recuperando brillantemente il programma svolto dai miei compagni durante l’anno mentre io felice mi dedicavo per gran parte della mia giornata agli allenamenti.

E cosi una bella bocciatura a giugno è iniziata la mia nuova vita, da futura STEM, nuova scuola, nuovi compagni e finalmente tanta soddisfazione in uno studio a me congeniale con tanta matematica.

Da li in poi, Ingegneria Gestionale a Napoli è stato uno sbocco naturale e molto interessante, matematica, fisica, e tante variazioni sul tema e poco dopo la laurea nel 2005 ho iniziato a lavorare in una multinazionale di consulenza di direzione e strategica servizi tecnologici a Roma.

E’ stata la mia palestra di lavoro e di vita, il luogo in cui sono cresciuta e che mi ha fatto diventare quello che sono oggi.

Sono partita facendo l’analista funzionale sui processi di reingegnerizzazione dei processi CRM, ho lavorato su più industrie spaziando dal broadcast alle telecomunicazioni, mi sono trasferita a Milano dando all’azienda la mia disponibilità a trasferte all’estero, ho lavorato su progetti interessanti in India, Svezia, Albania e nel frattempo, tra il 2010 e il 2017, mi sono sposata e ho avuto due bambine nel 2015 e nel 2017.

E’ stato tutto facile? No, è stato tutto molto faticoso ma molto bello. Mi sono alternata con mio marito in accompagnamenti al nido, notti insonni per malanni delle bimbe, riunioni in ore non comodissime, problematiche di progetto. Ho fatto appello a tutte le mie energie e al mio spirito organizzativo nella piena consapevolezza che ce la potevo fare e con la forza incredibile che deriva dalla maternità.

Poi in modo del tutto inaspettato, un caro amico mi ha segnalato che la Consulting di NTT DATA era alla ricerca, tra gli altri, di un profilo come il mio, allora mi sono detta, che il cambiamento poteva offrirmi una nuova energia e nuovi stimoli lavorativi. Ho dato un’occhiata al sito da cui emergono i progetti, l’innovazione e l’attenzione concreta per le persone. Scorrendo tra le news ho visto eventi non strettamente legati al business, che stimolano il pensiero laterale e ancor di più sono rimasta colpita dall’attenzione concreta a tutte le tematiche di inclusione e diversità.

Allora mi sono detta che ci volevo provare ed eccomi qui, pronta per questa nuova avventura carica di energia, sostenuta da mio marito che mi ha spinto a rimettermi in gioco.

Sono stata inserita in un progetto su un grande operatore di telecomunicazioni, e sono il manager che gestisce la messa in campo di un sistema di incentivazione della forza vendita legato al calcolo dei premi dei rivenditori. Mi sono inserita con facilità nel gruppo di lavoro, molto femminile e coeso e rodato, il cliente e molto soddisfatto e naturalmente questo ha fugato le mie poche e iniziali titubanze.

Nel frattempo, come prevedevo, sono entrata nel vortice delle attività di NTT DATA: riunioni, eventi, presentazioni, ho partecipato al progetto Stay Away, un corso di difesa personale per le donne, sono stata inserita nel progetto di formazione Trustee per trasferire ai colleghi piu giovani la mia esperienza e sono fiera di quest’ultima attività che sono sicura genererà una grande energia positiva non solo per me, ma anche per le persone che saranno coinvolte.

Ce la sto mettendo tutta per raggiungere la famosa quadratura del cerchio che comprende il lavoro, la famiglia, lo sport,  gli amici e la mia adorata Ischia, luogo di nascita di mio marito e luogo del cuore in cui rifugiamo per ricaricare le batterie appena possibile.

Nell’arco di quindici anni ho percorso tanta strada. Sul mio futuro mia nonna non avrebbe scommesso un euro, io sento che pur con le innegabili difficoltà legate alla vita, sto realizzando il mio sogno di ragazza, essere una persona autonoma con un lavoro soddisfacente e interessante che ha l’obiettivo di trasmettere questi valori alle sue bambine, che spera di essere un role model per le colleghe che si stanno affacciando nel mondo del lavoro e che ama ( ahimè)  più le borse belle che stare ai fornelli.

Ma per quest’ultimo problema ci sono i ristoranti e non serve che siano stellati per farmi felice.

Claudia Orlando Written by: