Un percorso tra Giappone e America: robot didattici e nuovi stimoli

 

C’è un momento nella vita di ognuno di noi in cui ti assale prepotentemente la voglia di cambiamento, non perché quello che stai facendo non ti piace o perché il posto in cui vivi ti sta stretto, ma perché ti viene voglia di metterti alla prova, avere nuovi stimoli, superare i tuoi limiti e  scoprire cose nuove.

A me è capitato questo, più o meno un anno, fa quando ho deciso di lasciare Palermo con i suoi colori e il profumo del mare e, temporaneamente, i miei affetti, per accettare un lavoro in NTT DATA e per continuare ad occuparmi di Intelligenza Artificiale.

Lavoravo come ricercatore al CNR; mi è sempre piaciuto studiare e speculare e dopo la laurea in ingegneria informatica, ho pensato che quella fosse una buona opportunità dalla quale partire.

Gradatamente però è maturata in me la voglia di esplorare anche la parte più applicativa del settore e per questo sono stato attratto dall’offerta di NTT DATA che mi consentiva di calare l’aspetto teorico dell’Intelligenza Artificiale e della Robotica, asset importante di NTT DATA, in un modello di offerta ben preciso.

Così, ho accettato e sono arrivato a Milano ad Aprile del 2018; conoscevo già la città che mi piace moltissimo perché è la vera capitale culturale d’Italia e perché è baricentrica verso le principali mete europee. Mi sono presto abituato ai suoi meccanismi e ritmi, ma il tutto è durato solo un attimo.

Dopo meno di un mese di permanenza nella città, sono partito per Tokyo per unirmi al gruppo di Ricerca e Sviluppo sull’Intelligenza Artificiale.

Il Giappone mi ha ammaliato in tutti i sensi a partire dal senso di ospitalità che contraddistingue i giapponesi, per non parlare poi dell’ordine surreale che regna nelle strade, della circolazione delle auto quasi inesistente grazie allo sviluppo della rete per la mobilità sotterranea, fino ad arrivare agli aspetti strettamente lavorativi.

Mi sono occupato di Intelligenza Artificiale applicata alle macchine a guida autonoma, in team con altri colleghi di NTT Data e collaborando attivamente con i ricercatori dell’EV Lab di NTT R&D.

È stata un’esperienza molto interessante e abbiamo contribuito ad accrescere le conoscenze ed esperienze di NTT Data consolidando il suo posizionamento nel settore automotive.

Ma, l’aspetto più divertente di questa storia è stato quello che mentre mi accingevo a tornare da Tokyo e ad organizzare concretamente la mia vita milanese, si è presentata la bella occasione di andare a Boston, all’interno del Massachusetts Institute of Technology (MIT). Beh, posso dire che questa università è il sogno di ogni persona, e per questo ero molto felice di avere la possibilità di lavorare e vivere nella più prestigiosa università del mondo.

Con la mia collega Alina siamo stati ospiti al MIT Media Lab, un laboratorio interdisciplinare in cui la ricerca non è limitata alle discipline accademiche fisse, ma attinge dalla tecnologia, dai media, dalla scienza, dall’arte e dal design; i gruppi di ricerca trattano socially engaging robots, neurobiologia, emotive computing, bionics e tanto altro ancora.

L’ambiente di lavoro è decisamente multiculturale e i progetti di ricerca sono molto innovativi. Ho imparato tantissimo in questi 3 mesi e spero, dal canto mio di avere dato un buon contributo!

Abbiamo partecipato attivamente al gruppo Personal Robots che promuove lo sviluppo di robot socialmente intelligenti in grado di interagire con gli umani per favorire benefici sociali ed intellettuali.

In particolare, abbiamo collaborato allo sviluppo di un progetto che ha l’obiettivo di sfruttare il Cloud Computing per incrementare le capacità sociali dei robot, così che il robot sia in grado di adattare il proprio comportamento tenendo conto del linguaggio, della posizione e degli atteggiamenti del corpo contemporaneamente in real-time.

Il progetto – caso d’uso-  realizzato è stato quello di portare lo streaming video e audio dal robot chiamato Jibo ad un computer esterno. Questo ha comportato l’introduzione dei robot in ambiente scolastico, in particolare in classe con i bambini che interagiscono contemporaneamente ognuno con il proprio robot utilizzando i microfoni e gli speaker del computer personale senza disturbare gli altri.

Una bellissima esperienza lavorativa arricchita dalla partecipazione ad incontri con startup, TechTalk, incontri a tema e anche tanti eventi organizzati all’interno del Media Lab.

Questi incontri mi hanno arricchito perché le loro finalità non era o solo di ricerca ma anche di aggregazione e condivisione di idee con molte attività contaminanti e di stimolo per il pensiero laterale e, tornato in Italia, è stato bello condividere con i miei colleghi del gruppo IoT, VR e AI quanto appreso durante la mia permanenza.

So di essere solo all’inizio del mio percorso e credo di avere ancora tanto da imparare; sono però sicuro di trovarmi in un’azienda che ha fatto dell’innovazione il suo punto di forza: quindi, che ben vengano altre esperienze come questa stimolanti.

Adriano Manfrè Written by: