Teatro e Team Building: un connubio possibile

Da un po di tempo mi chiedo se tra il mondo del progetto Sw, fatto di Gantt, di excel, di database, di test e il teatro ci possano essere punti di contatto. Da bravo appassionato di teatro, ho ricercato nella memoria qualche frammento di ricordo che potesse aiutarmi a dare una risposta a questa domanda e per meglio provare a mettere insieme le tessere del puzzle ho cercato un esempio che mi aiutasse a semplificare e l’ho trovato nella piece “Trappola per topi”, di Agatha Christie.

La storia si svolge in una locanda gestita da marito e moglie, con una serie di ospiti piuttosto stravaganti e alla fine del primo atto ci scappa il morto, si tratta di una donna antipatica e rigida e in alcune repliche quando la stavano strangolando partivano perfino gli applausi del pubblico.

Ed ecco il primo punto di contatto, sicuramente ognuno di noi avrà avuto il desiderio, seppur lontano e sfumato di eliminare qualcuno molto fastidioso in ambito lavorativo ma poi si sa prevalgono buon senso, professionalità, la bontà d’animo, il timore del codice penale e abbiamo lasciato perdere.

Proseguendo nel secondo atto, ad un certo punto entra in scena un poliziotto, il sergente Trotter che, sopraggiunto alla locanda, tagliata fuori dal mondo a causa di una tempesta di neve, inizia le sue indagini a tappeto con interrogatori e speculazioni sul presunto colpevole fino a quando si arriverà alla verità. Il colpevole è il sergente Trotter, scusate ma non ho resistito, dovevo dirvelo. Fine dello spettacolo!

Vi chiederete allora, come c’entra NTT DATA in questo racconto?

Il fatto è che mi hanno chiesto di preparare alcune slide per una presentazione al team del progetto Cartesio a cui lavoro e mi sono proposto di costruire il mio racconto tenendo presenti quattro capisaldi: rispetto, collaborazione, fiducia e teatro come elemento aggregante e ultimo punto.

Ed ora qualche considerazione: nel primo atto di “Trappola per topi”, ma questo vale sempre, c’è la presentazione dei personaggi e i primi dieci-quindici minuti di uno spettacolo sono quelli in cui lo spettatore è catturato e se si supera quello scoglio sarà tutto più facile. E’ un po’ come la prima impressione quando si incontra un cliente. Ora, sempre parlando per similitudine, se sostituiamo il titolo “Trappola per topi” con il nome del nostro progetto diamo un nome al nostro show.

E’ nel primo atto che mettiamo le fondamenta dello spettacolo, quindi sono le fasi di analisi e sviluppo a diventare fondamentali per la buona riuscita di un progetto in questa fase è importante rispettare le richieste del cliente e cercare di soddisfarle.

Nel secondo atto si indaga, si fanno domande, si scava per capire se le cose stanno come ci hanno detto, e siamo così giunti alla fase del test, iniziamo a sporcarci le mani. Siamo nella fase della totale collaborazione  tra noi e il cliente

Nel progetto Cartesio esistono anche altri componenti, il team di post avvio ( ma lo potete anche chiamare AM ) e un altro team, il Data Quality ( cioè coloro i quali bonificano il Data Base ). E cosi siamo arrivati al post avvio. Quelli che si beccano le telefonate degli utenti che sono scontenti per qualcosa.

Tutte queste fasi sono pervase dalla fiducia e come durante uno spettacolo in cui ci sono attore, un palcoscenico, il suono e il tecnico delle luci, entra in gioco il  Data Quality, il cui lavoro è imprescindibile dal resto del progetto.

Tutti gli attori hanno l’obiettivo di ricevere gli appalusi finali e il momento degli applausi o dei fischi non è solo per un pezzetto del team, ma tutti escono sul proscenio alla fine dello spettacolo a condividere quel momento, ciascuno col suo pezzetto di merito. Sono importanti ogni singola parola, ogni linea di codice, ogni sguardo, ogni test e il meccanismo sta in piedi se tutti ci rendiamo conto di essere un ingranaggio di una macchina che è nata per muoversi.

Finora vi ho raccontato quello che si vede, ma dovete sapere che durante il primo atto le persone che stanno dietro le quinte lavorano. Uno regge un copione, perchè non si sa mai che serva un suggerimento. Uno ha in mano un oggetto per un cambio scena, un altro ha una giacca aperta che dovrà mettere addosso al padrone della locanda quando servirà, che fare cambi di abito al buio è sempre molto problematico.

Se qualcuno dimentica una battuta, sa che qualcuno gli darà un’imbeccata che lo possa aiutare. Quella luce che dicevo prima, che deve accendersi nel momento stesso in cui parte il monologo, fa parte di quella fiducia che non può mancare, la battuta la fai partire perchè sai che la luce si accenderà. Perchè una persona della compagnia o del team di progetto è lì per quello e farà il suo lavoro e lo farà al meglio.

Quando sei alla tua decima replica, le serate volano via, arrivi alla tua ultima battuta che manco te ne accorgi. La dici e poi ti guardi intorno smarrito. “Ho già finito?”, ma ecco l’insidia!

Le repliche annoiano l’attore e c’è rischio di non fare bene, al meglio. Ricordo di una volta, una domenica, in cui avevamo una recita pomeridiana, fatta quella non abbiamo più fatto repliche, perchè uno degli attori si è presentato ubriaco. Mancando di rispetto a tutti gli altri. Aveva rotto il giocattolo.

Ho parlato di tre bottoni ma per come la vedo io si tratta di un unico grosso bottone, perchè la fiducia chiama il rispetto e il rispetto chiama la collaborazione e si collabora se si ha fiducia gli uni negli altri, come in un girotondo magico.

E se ci sono queste tre componenti tra le persone, che si tratti di teatro o che si tratti del “solito” progetto sfidante, le cose non possono che andare per il meglio. Non ho detto che sarà facile e non si farà fatica, ma vi assicuro, saremo tutti già un bel pezzo avanti.

davide gorgi Written by: