Un cerchio logico che si è chiuso in NTT DATA: la storia di Luca

Chissà se è stato da piccolo quando ancora all’asilo gareggiavo dal balcone col mio vicino di casa sulle tabelline, che ho iniziato a maturare la passione per i numeri, il mettere tutte le cose nella casella giusta, insomma quadrare il cerchio.

Il liceo scientifico è stato semplice, matematica e fisica sono sempre state un parco giochi ed una volta approdato a ingegneria meccanica ero contento di poter finalmente entrare nel merito del funzionamento delle cose.

Ammetto che l’Università non è stata una passeggiata malgrado riuscissi persino a seguire le assurde lezioni di Analisi 1 in cui il professore con la mano destra scriveva le formule e con quella sinistra, molto più velocemente, le cancellava. I primi anni l’impegno è stato anche gravato dalla fatica dello studente pendolare ma la determinazione con la quale perseguivo quello che avrei potuto fare “dopo” mi ha sostenuto in questo percorso.

Ho sempre avuto un autentico rispetto per l’ambiente e la tesi di laurea sui rifiuti solidi urbani e su come intrappolare gli agenti inquinanti degli inceneritori è stato un momento di grande soddisfazione che mi ha aperto le porte del Centro di Ricerca Termica di Pisa e mi ha ispirato l’accesso ad un master in Energy Management a Città di Castello.

Oggi dopo più di venti anni ho come la sensazione chiudere un cerchio logico affrontando con NTT DATA l’importanza di agire sui temi di responsabilità Sociale di Impresa sia per ciò che riguarda l’ambiente che per aspetti di inclusione, diversità e solidarietà.

Un fil rouge che si unisce al focus specifico sulle importanti aspirazioni comuni che hanno portato alla creazione di una Championship Sustainability Development che tanto successo di adesione ha riscosso in azienda, ben oltre la struttura Solution Services che gestisco.

Nella mia vita lavorativa ho avuto la fortuna, non scontata anche se perseguita, di operare in aziende dove il viaggiare era implicito nel contesto internazionale nei quali ero inserito.

Agli inizi era un’azienda che produceva fresa-alesatrici, macchinari imponenti che, come in moltissime realtà italiane delle quali essere orgogliosi, erano un successo mondiale, incluse l’India e l’ex Unione Sovietica, per poi passare alla 3M grazie alla quale ho scopero il Minnesota passando per l’Oregon.

Negli anni ho poi lavorato anche in Olanda e Inghilterra. Dopo vari cambi,  ho incrociato le grandi società di consulenza dove è avvenuta la mia definitiva trasformazione in manager a tutto tondo.

Gestendo problematiche e team internazionali, sempre in tempi strettissimi, ho capito di saper dare il mio meglio gestendo le persone, facendole sentire parte di una squadra e trasmettendo loro il concetto che solo a fronte di un grande impegno – che è stato innanzitutto il mio- potrà arrivare una meritata soddisfazione personale, economica e di crescita.

In quegli anni ho anche compreso di non temere contesti complessi e difficili, che richiedessero decisioni rapide, in altre parole di possedere doti di flessibilità e problem solving.

La mia crescita professionale è ovviamente costellata di aneddoti ricordo il coinvolgimento tardivo in un progetto Telco che aveva già visto la fine di alcuni project manager dai quali ereditai solo la deadline promessa al cliente quando il tempo era vanamente trascorso per due terzi.

O quella volta in cui iscritto ad un corso all’estero in cui ero convinto di essere allievo mi ritrovai ad essere insegnante e fui costretto a tutte le nottate delle due settimane sui libri per essere all’altezza della situazione.

O la partecipazione al lancio mondiale di una nuova azienda di telefonia mobile nella quale tutto era da inventare, ogni giorno indossavo un cappello diverso, si lavorava su tutti i fusi orari del pianeta e solo dei folli potevano essere i miei colleghi.

Oggi che gestisco un gruppo esteso di persone, sono sempre più convinto che lo spirito con il quale occorre affrontare il mondo del lavoro sia quello di avere dentro di se e creare le condizioni perchè ciascuno sia motivato a dare costantemente un contributo al miglioramento, e contemporaneamente non sacrificare i propri affetti, gli hobbies e le relazioni con persone fuori dal lavoro.

In questo mestiere è capitato a me come a tutti di dover lavorare senza sosta, se si deve fare lo facciamo ma sempre con la consapevolezza che lucidità mentale e serenità sono componenti indispensabili a poter fare bene il proprio lavoro al pari di competenza e dedizione.

I miei amici veri sono pochi e fanno i lavori più disparati, ci lega la consapevolezza che il legami veri resistono all’inclemenza del tempo e dei problemi della vita, che il tempo è prezioso e che il ritrovarsi accresce e dà gusto all’esistenza.

Oggi in NTT DATA – un’azienda cresciuta molto negli ultimi anni e che prevede di continuare a farlo – penso di aver trovato un buon equilibrio tra i tanti momenti di grande impegno ed il tempo per le mie due passioni più grandi, Francesca mia moglie e Caterina mia figlia che mi riportano alla realtà quando la situazione rischia di sfuggire di mano.

Cerco di trasmettere alle persone del mio gruppo principi e valori solidi e se qualche volta è inevitabile che la tensione salga posso sempre pensare al mio rifugio sulle pendici liguri che mi offre tante opportunità di zappare, inchiodare, seminare, pitturare, martellare e ripulire incanalando i problemi nel sudore dell’attività fisica dove, sono sicuro, in qualche modo si dissolveranno.

E domani sarà un giorno nuovo di sfide ed impegni che, come sempre, oggi non posso prevedere

luca isetta Written by: